Giornata mondiale della pasta, il piatto della salute

Alimento distintivo dell’Italia nel mondo, la pasta è ora sul tavolo del quarto Congresso mondiale della pasta organizzato dall’Ipo (International pasta organization) in occasione della tredicesima edizione del World Pasta Day, celebrata ieri 25 ottobre.

Riuniti per una due giorni a Rio de Janeiro, scienziati provenienti da 15 paesi produttori e consumatori si confrontano sul ruolo di ‘spaghetti & co.’ in un’alimentazione sana e bilanciata.
Scienziati e nutrizionisti mettono infatti in risalto le proprietà salutari del piatto simbolo della dieta mediterranea, ideale anche per gli sportivi e per tutti coloro che desiderano tenersi in forma.

Confrontandolo con altri alimenti, infatti, l’apporto calorico della pasta è abbastanza contenuto (se escludiamo il condimento, che può far crescere considerevolmente il conto delle calorie): un etto di pasta di grano duro dà un apporto di circa 350 calorie ed ha un elevato potere saziante. I carboidrati della pasta hanno poi il vantaggio di essere a lento rilascio e di fornire quindi energia gradualmente.

Dal congresso emerge inoltre che è sempre più elevato il numero di cittadini di ogni parte del mondo che apprezzano il gusto e le proprietà nutritive di questo alimento.

Come sottolinea infatti la Coldiretti,  “la pasta è entrata nelle abitudini alimentari in tutti i continenti anche se i consumatori più appassionati di pasta italiana sono i tedeschi, seguiti nell’ordine dai francesi, dagli inglesi, dagli statunitensi e dai giapponesi. Nonostante la crescita il Paese asiatico rimane nei consumi ancora molto lontano dall’Italia che detiene il primato nel consumo che ha raggiunto attorno ai 26 chili a persona, tre volte superiore a quello di uno statunitense, di un greco o di un francese, cinque volte superiore a quello di un tedesco o di uno spagnolo e sedici volte superiore a quello di un giapponese”.

Il nostro Paese è leader non solo nei consumi, ma anche nella produzione di pasta. Dopo Italia e Stati Uniti, al terzo posto nella classifica dei produttori si colloca il Brasile, che ha scelto questo alimento come protagonista di una campagna lanciata dal governo contro l’obesità.

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