Carenza di vitamina D per 7 europei su 10. A rischio soprattutto le donne anziane

Secondo un rapporto dell’European Menopause and Andropause Society, dal 50 al 70 per cento della popolazione europea ha un deficit di vitamina D.

Una carenza dovuta anche allo stile di vita ‘indoor’ (al chiuso) della maggior parte delle persone. La vita che la maggioranza di noi conduce ci porta a trascorrere poco tempo all’aperto. Eppure “basterebbero 15 minuti all’aperto tre o quattro volte alla settimana, quando il tempo lo permette, per produrne a sufficienza”, spiega Faustino Perez-Lopez, coordinatore del gruppo di studio. Circa il 90 per cento della vitamina D viene sintetizzata nella pelle, in conseguenza all’esposizione al sole; il resto arriva da alimenti come latte, uova, pesce.

La vitamina D è preziosa per la nostra salute: molte malattie, fra cui diabete, tumori, infezioni e patologie cardiovascolari, sembrano peggiorare se c’è un deficit di questa vitamina.

Il deficit di vitamina D è particolarmente rischioso per le donne in menopausa in quanto aumenta considerevolmente il rischio (già non irrisorio) di osteoporosi e fratture.

A lanciare l’allarme per i rischi per la salute che comporta il deficit di vitamina D nelle donne anziane è anche un altro recente studio  che sta per essere pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism (JCEM), organo della Società Americana di Endocrinologia. Lo studio rivela che la maggior parte delle pazienti anziane ricoverate in istituti presenta una grave carenza di vitamina D, cui corrisponde un aumento del tasso di mortalità. L’assunzione della vitamina D negli anziani è dunque molto importante, perché la carenza di tale vitamina in questa fascia della popolazione rappresenta il principale fattore di rischio per le malattie dello scheletro.

“I nostri risultati mostrano che la stragrande maggioranza dei residenti delle case di riposo  é gravemente carente di vitamina D e, inoltre, che quelli con i più bassi livelli di vitamina D sono ad alto rischio di mortalità”, ha spiegato Stefan Pilz, ricercatore alla Medical University di Graz, in Austria, e primo autore dello studio. “È necessario un intervento urgente per prevenire e curare la carenza di vitamina D”, ha aggiunto lo studioso.

“L’integrazione di vitamina D in questi pazienti può esercitare benefici significativi su risultati clinicamente rilevanti come le fratture”, ha affermato Pilz. “Alla luce dei risultati e sulla base di tutta la letteratura esistente sugli effetti negativi della carenza di vitamina D, si fa necessario un urgente bisogno di strategie efficaci per migliorare lo stato della vitamina D nelle pazienti più anziane”.

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