Giornata mondiale contro la violenza sulle donne: in Europa vittima 1 donna su 5

Ogni giorno in Europa una donna su cinque è vittima di violenza. A riferirlo in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, creata nel 1999 al fine di sensibilizzare governi, organizzazioni governative, ong, società civile e mezzi di informazione su questo fenomeno. 

La data del 25 novembre è stata scelta per ricordare un episodio di atroce violenza che si è verificato nella Repubblica Domenicana nel 1960: l’assassinio delle tre sorelle Mirabal, che furono bloccate da agenti del Servizio Militare di Intelligenza mentre si recavano a far visita ai loro mariti in prigione. Dopo essere state condotte in un luogo nascosto, le tre donne furono torturate, massacrate e strangolate, per poi essere gettate in un precipizio, a bordo della loro auto, per simulare un incidente. Le sorelle Mirabal sono considerate esempio di donne rivoluzionarie per l’impegno con cui tentarono di contrastare il regime di Rafael Leònidas Trujillo (1930-1961), il dittatore che tenne la Repubblica Dominicana nell’arretratezza e nel caos per oltre 30 anni.

“La violenza nei confronti delle donne, che si manifesta sotto diverse forme, è molto diffusa nel mondo… ed è uno degli ostacoli più significativi alla piena uguaglianza tra i sessi” ha affermato il segretario generale dell’Onu Ban ki-Moon. 

“È una piaga inaccettabile che colpisce tutto il mondo e soprattutto i paesi in via di sviluppo e che si trovano in situazioni di conflitto”, ha sottolineato Ban, “Invito i governi, gli organismi internazionali a concentrare le energie, le idee e lo spirito di iniziativa dei giovani per cercare di mettere fine alla pandemia della violenza. Solo allora, potremmo vivere in un mondo più giusto, più pacifico e più equo”.

La Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne vuole sottolineare quanto il fenomeno sia diffuso ancora oggi e in tutto il mondo. Secondo il Consiglio d’Europa, sono proprio le violenze fisiche, sessuali e psicologiche una delle principali cause di mortalità femminile negli Stati membri. 

Secondo gli ultimi dati dell’Istat, in Italia una donna su tre è stata vittima della violenza di un uomo almeno una volta nella propria vita. Eppure in Italia soltanto dal 2005 i Centri antiviolenza e le Case delle donne hanno iniziato a celebrare questa giornata. Oggi vengono organizzate centinaia di iniziative in tutto il paese e pare essersi diffusa una maggiore consapevolezza del fenomeno, supportata anche da nuovi strumenti messi a disposizione della donna.

“È inaccettabile che in Europa, ogni giorno una donna su cinque subisca violenza”. Lo ha dichiarato Amnesty International in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, esortando l’Unione europea e tutti gli stati del Consiglio d’Europa a “firmare e ratificare la Convenzione sulla prevenzione e sulla lotta contro la violenza sulle donne e la violenza domestica, adottata dal Consiglio stesso”.

“L’impegno dell’Unione europea a lottare contro la violenza sulle donne dev’essere rilanciato. Attraverso la firma della Convenzione del Consiglio d’Europa, sarà possibile assicurare che l’Europa diventi una zona a tolleranza zero per la violenza sulle donne e che le donne e le ragazze siano protette da ogni forma di violenza” ha concluso Beger.

La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e la violenza domestica è un trattato internazionale dettagliato e giuridicamente vincolante, che contiene misure per la prevenzione della violenza, la protezione delle vittime e i procedimenti penali per i colpevoli. Ad oggi, 17 paesi del Consiglio d’Europa hanno firmato la Convenzione, l’Unione europea ancora no.

“Affinché le donne possano sentirsi sicure nelle strade, nei posti di lavoro e nelle loro case, i singoli stati e l’Unione europea devono affrontare tutti gli aspetti della violenza sulle donne, come la prevenzione, la tutela, i procedimenti legali e i risarcimenti”, dichiara Nicolas Beger, direttore dell’Ufficio di Amnesty International presso le istituzioni europee.

Ti è piaciuto questo articolo?
Iscriviti gratuitamente alla newsletter e riceverai periodicamente i nuovi articoli pubblicati

Disclaimer
Le informazioni contenute in questo articolo sono puramente divulgative. Tutte le eventuali terapie, trattamenti o interventi energetici di qualsiasi natura che qui dovessero essere citati devono essere sottoposti al diretto giudizio di un medico. Niente di ciò che viene descritto in questo articolo deve essere utilizzato dal lettore o da chiunque altro a scopo diagnostico o terapeutico per qualsiasi malattia o condizione fisica. L'Autore e l'Editore non si assumono la responsabilità per eventuali effetti negativi causati dall'uso o dal cattivo uso delle informazioni qui contenute. Nel caso questo articolo fosse, a nostra insaputa, protetto da copyright, su segnalazione, provvederemo subito a rimuoverlo. Questo sito non è da considerarsi una testata giornalistica in quanto non viene aggiornato con una frequenza costante e prestabilita. Gli articoli prodotti da noi sono coperti da copyright e non possono essere copiati senza nostra autorizzazione

Torna su