Under 75: in Europa evitabili due decessi su tre

Due decessi su tre di persone con meno di 75 anni in Europa potrebbero essere evitati con prevenzione e cure tempestive. Lo rivelano i calcoli di Eurostat, secondo cui nel 2016 attacchi di cuore (174mila morti), i tumori della trachea, dei bronchi e dei polmoni (168mila) e ictus (87mila) hanno rappresentato insieme oltre un terzo (37%) delle cause di morte evitabili.

Nell’Unione europea, nel 2016 sono morte circa 1,7 milioni di persone con meno di 75 anni. Tra queste, circa 1,2 milioni di decessi potrebbero essere considerati prematuri secondo l’elenco Eurostat-OCSE recentemente sviluppato sulla mortalità evitabile. Secondo i dati  741.000 decessi avrebbero potuto essere evitati attraverso un efficace intervento pubblico sanitario e di prevenzione primaria (mortalità prevenibile) e 422.000 decessi sarebbero stati trattabili attraverso un’assistenza sanitaria tempestiva e interventi efficaci (mortalità trattabile).

Le proporzioni di decessi potenzialmente evitabili attraverso un’efficace azione di salute pubblica e prevenzione primaria, ovvero i decessi prevenibili, tra tutti i decessi di persone di età inferiore ai 75 anni nel 2016 variano considerevolmente tra gli Stati membri dell’Unione europea.

L’Italia e la Polonia hanno la quota più bassa in Europa di decessi per mancanza di prevenzione (40,8%), che è invece più alta in Slovenia e Ungheria. Per quanto riguarda i decessi evitabili con cure tempestive ed efficaci, le percentuali più alte si registrano in Romania (31,9%) e Slovacchia (30,8%), quelle più basse in Francia (19,3%) e Belgio (20,5%), con l’Italia a meno del 25%.

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