Ue: no all’aumento delle arance nell’aranciata

Destinati a bere aranciate senza arance. L’Europa infatti ha detto ‘no’ al tetto base del 20% di frutta contenuta nei succhi. Lo stop al decreto Balduzzi che prevedeva l’incremento della frutta è arrivato dall’Ufficio giuridico della Commissione europea perché in contrasto con la direttiva comunitaria sulla libera circolazione delle merci.  Per la Commissione europea le aranciate si possono produrre e vendere anche con un massimo del 12% di frutta.

“Alla vigilia della campagna agrumicola l’Europa stoppa l’aumento al 20 per cento dell’arancia nell’aranciata. Una vera e propria batosta per il comparto siciliano che riguarda circa 60 mila ettari per una produzione di oltre 11 milioni di quintali”. È questo il commento del presidente e del direttore della Coldiretti siciliana, Alessandro Chiarelli e Giuseppe Campione, alla decisione della Commissione europea.

“L’Europa allontana la sua periferia – aggiungono – L’aumento del contenuto di arancia al 20 per cento era quello minimo non solo per ottenere un adeguato aumento commerciale ma soprattutto perché le vitamine contenute nell’arancia sono indispensabili per la salute. Con l’ incremento al 20 per cento si sarebbero venduti almeno 200 milioni di chili di arance in più – proseguono Alessandro Chiarelli e Giuseppe Campione – in questo modo invece si continua a mantenere un sistema di bevande a bassissimo contenuto di agrumi che di certo non aiuta la salute dei consumatori.

A questo punto ci auguriamo che la bevanda piena di zucchero e poca frutta venga sostituita con scelte più adeguate come le spremute: nelle scuole, nelle mense, negli ospedali e in tutti i luoghi pubblici occorre incrementare la presenza di macchine spremiagrumi che a prezzi adeguati offrono vitamine”.

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