Tumori in calo in Italia. È la prima volta

Per la prima volta i nuovi casi di tumori in Italia tendono a diminuire. Sono 371mila quelli stimati nel 2019, con 2mila diagnosi in meno rispetto al 2018, anno in cui si erano registrate invece 4mila nuove diagnosi in più sul 2017.

A segnalare quest’inversione di tendenza è l’Associazione italiana di oncologia medica Aiom nel rapporto ‘I numeri del cancro 2019’. Dal report emerge anche una diminuzione della mortalità, “grazie ai programmi di prevenzione e al miglioramento delle terapie”, afferma la presidente Stefania Gori.

In aumento anche la sopravvivenza: il 63% delle donne e il 54% degli uomini sono vivi a 5 anni dalla diagnosi. Almeno un paziente su 4, pari a quasi un milione di persone, è tornato ad avere la stessa aspettativa di vita della popolazione generale e può ritenersi guarito. Secondo gli oncologi la diminuzione dei nuovi casi di tumore segna una “importante inversione di tendenza” e indica che le campagne di sensibilizzazione per la prevenzione primaria (mirata a diffondere corretti stili di vita per prevenire l’insorgenza delle neoplasie) stanno iniziando a dare effetti positivi.

Il tumore al seno è il più frequente (53.500 casi nel 2019). L’elevato consumo di alcool e di grassi animali e il basso consumo di fibre vegetali sembrerebbero collegati ad un aumentato rischio del carcinoma mammario. La sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi delle donne con tumore della mammella in Italia è pari all’87%.

Dopo quello mammario i tumori più frequenti sono quelli al colon-retto (49.000), polmone (42.500), prostata (37.000) e vescica (29.700). In calo risultano in particolare, le neoplasie del colon-retto, dello stomaco, del fegato e della prostata e, solo negli uomini, i carcinomi del polmone che invece continuano ad aumentare fra le donne (+2,2% annuo), per la diffusione dell’abitudine al fumo di sigaretta fra le italiane.

Preoccupanti anche le abitudini degli over 65 che hanno ricevuto una diagnosi di tumore. Come rileva Maria Masocco, responsabile dei sistemi di sorveglianza Passi, “gli anziani con diagnosi di tumore mantengono abitudini, quali fumo, abuso di alcol e sedentarietà, che rappresentano fattori di rischio per recidive o aggravanti della malattia”.

Si registrano meno nuove diagnosi di tumori al Sud rispetto al Nord Italia, con l’incidenza più alta che si registra in Friuli Venezia Giulia (716 casi per 100.000 abitanti) e la più bassa in Calabria (559 casi per 100.000 abitanti). Un dato in linea con l’incidenza dei tumori maligni che decresce dall’Italia del Nord a quella meridionale-insulare. Ciò è verosimilmente attribuibile a fattori che agiscono in senso ‘protettivo’ come abitudini alimentari, vita riproduttiva, minore esposizione a fattori di rischio ambientale. Tuttavia al Sud la minore adesione agli screening oncologici non ha fatto registrare quei benefici effetti della diagnosi precoce che si registrano al Nord.

Inoltre nel genere femminile la sopravvivenza per tutti i tumori è più alta di quella degli uomini. Un dato che può essere associato alla diversa diffusione di screening specifici (mammella e utero) e alla maggior propensione delle donne ad aderire ai programmi di prevenzione e screening.

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