TTIP: polli con antibiotici e candeggina in arrivo sulle nostre tavole?

Polli allevati con antibiotici e candeggina potrebbero arrivare dagli Usa sulle nostre tavole. A lanciare l’allarme è un articolo de Il Fatto Alimentare che denuncia le possibili conseguenze dell’approvazione del TTIP,  l’accordo di libero scambio tra Europa e Stati Uniti.

Poche settimane fa il commissario europeo Vytenis Andriukaitis ha affermato che “il divieto dell’uso di antibiotici come promotori della crescita nell’alimentazione degli animali in tutta l’UE è entrato in vigore il primo gennaio 2006. Sebbene l’utilizzo di tali prodotti continui in alcuni paesi terzi, gli alimenti così prodotti possono essere importati nell’UE soltanto se è possibile dimostrare che non vi sono conseguenze sulla sicurezza alimentare. Gli animali e i prodotti importati nell’UE devono rispettare le prescrizioni dell’Unione sull’assenza di residui di antibiotici e di altre sostanze”.

Di fatto “gli Stati membri dell’UE sono tenuti a eseguire controlli ufficiali sugli alimenti di origine animale che entrano nell’Unione. Qualora le partite risultino contenere residui superiori ai limiti massimi o residui di sostanze proibite nell’UE, esse saranno respinte”.

Secondo l’analisi de Il Fatto Alimentare “basta però decodificare le parole per rendersi conto che se viene approvato il trattato TTIP i polli agli antibiotici saranno una realtà quotidiana dei prodotti venduti al supermercato. Negli Usa le regole sono meno restrittive e prevedono l’impiego regolare e su vasta scala di antibiotici.

Chiunque segua il settore dei polli sa che importare cosce o petti congelati dagli Stati Uniti non trattati con antibiotici o promotori della crescita è impensabile, anche se quanto dichiarato dal commissario lascia intendere il contrario. La filosofia europea e quella americana sono infatti contrapposte. Da noi esiste come riferimento il ‘principio di precauzione’.

Negli Usa le regole sono meno restrittive e prevedono l’impiego regolare e su vasta scala di antibiotici come nitrofurani e biochina oltre a promotori della crescita come virginiamicina e zincobacitracina, tutte sostanze vietate in Europa dal 2006”.

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