Troppo tempo al chiuso. Così aumentano gli asmatici

Aumentano nel mondo gli asmatici, eppure questa patologia è ancora troppo sottovalutata, con pesanti conseguenze in termini di mortalità e costi.

L’asma è malattia complessa che si manifesta attraverso una infiammazione cronica delle vie aeree. “L’infiammazione – si legge sul sito dell’Istituto superiore di sanità – genera un aumento della responsività bronchiale che, a sua volta, causa episodi ricorrenti (i cosiddetti ‘attacchi d’asma’) di crisi respiratorie, respiro sibilante, senso di costrizione toracica e tosse. Durante gli attacchi, che possono essere improvvisi o graduali, peggiorano i sintomi e la funzionalità respiratoria. Se non trattati in modo adeguato, gli attacchi possono essere anche molto gravi e addirittura fatali”.

Secondo i dati Oms le morti associate alla malattia sono circa 180 mila ogni anno. L’Istat fa sapere che in Italia, i decessi collegati sono due ogni 3 giorni (circa 500 morti all’anno).

A preoccupare gli esperti è il rapido incremento di persone che contraggono l’asma: nell’Europa occidentale sarebbe raddoppiato in numero di persone asmatiche. Negli Stati Uniti, secondo l’Oms, il numero di asmatici è aumentato del 60% dall’inizio degli anni ’80 mentre sono raddoppiati i morti, che ora sono 5mila all’anno.

Sul perché di questo incremento ci sono diverse interpretazioni. Secondo l’Oms, l’aumento dei casi di asma è del 50% ogni decennio, e sembra quasi sicuramente essere correlato ai fenomeni di urbanizzazione, in particolare quando questo significa un aumento di densità di persone nelle periferie degradate. Si rileva quindi una crescente tendenza a vivere gran parte del tempo in ambienti chiusi con poca circolazione di aria, più esposti alla polvere e agli acari e inseriti in situazioni urbane dall’elevato tasso di inquinamento.

Secondo i Cdc, sono soprattutto le popolazioni a basso reddito e le etnie che vivono in condizioni più disagiate a sperimentare una maggiore prevalenza e mortalità dovuta all’asma, probabilmente anche per il ritardato o limitato accesso al trattamento.

Un’altra possibile spiegazione è che d’altra parte il livello di igiene cui si sono abituate le ricche società del nord del mondo, abbia in qualche modo influito sulla capacità del sistema immunitario inducendo una maggiore risposta allergica.

Tuttavia sull’incremento dell’incidenza dell’asma sembrano però incidere anche altri elementi, come l’aumento dell’obesità e il ridotto esercizio fisico. A tal proposito FederAsma, la federazione italiana dei pazienti, ricorda che “anche con l’asma è possibile fare una vita normale e un’attività fisica a livello agonistico, ne sono testimoni i campioni dello sport che pur convivendo con l’asma, hanno ottenuto grandi risultati nel nuoto, nello sci, nell’atletica. L’unica condizione è affrontare in modo serio questa patologia, che a volte si tende a sottovalutare”. Per questi motivi è importante “portare informazioni sulle terapie possibili che oggi sono sempre più personalizzate, sugli stili di vita salutari, sui fattori di rischio come il fumo, l’inquinamento, gli allergeni ambientali indoor”.

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