Tribunale di Ivrea: l’uso scorretto del cellulare causa di tumore

Il giudice del lavoro del Tribunale di Ivrea ha riconosciuto che il tumore, benigno ma invalidante, contratto da un uomo è stato causato dall’uso scorretto del cellulare.

“É la prima volta nel mondo che un tribunale, già in primo grado, afferma l’esistenza di un nesso di causalità tra tumore e uso del telefonino. È una sentenza storica”, dichiara  l’avvocato Stefano Bertone dello studio legale Ambrosio e Commodo, che ha assistito il lavoratore. Roberto Romeo.

Renato Ambrosio, socio principale dell’omonimo studio torinese, aggiunge: “Quattro anni fa abbiamo ricorso contro lo Stato italiano, al Tar di Roma, chiedendo al governo di informare i cittadini sui rischi e potenziali danni che derivano dall’utilizzo dei cellulari. Stiamo ancora aspettando una risposta”. I legali stanno ora scrivendo, insieme ad alcun parlamentari, una proposta di legge che impegni il governo a educare la cittadinanza sull’argomento.

“Non voglio demonizzare l’uso del telefonino ma credo sia necessario farne un uso consapevole, afferma Roberto Romeo che ripercorre la sua vicenda.

“Ero obbligato ad utilizzare sempre il cellulare per parlare con i collaboratori e per organizzare il lavoro – racconta l’uomo -. Per 15 anni ho fatto innumerevoli telefonate anche di venti e trenta minuti, a casa, in macchina. Poi ho iniziato ad avere la continua sensazione di orecchie tappate, di disturbi all’udito. E nel 2010 mi è stato diagnosticato il tumore. Ora non sento più nulla dall’orecchio destro perché mi è stato asportato il nervo acustico”.

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