Trapianti: madre salva la figlia donandole parte del fegato

Una bimba di appena un anno e mezzo è salva grazie ad un trapianto di fegato da vivente: la madre, infatti, le ha donato parte del suo organo. La mamma 24enne ha offerto parte del suo fegato alla figlia affetta da cirrosi biliare, malattia terminale del fegato la cui unica soluzione terapeutica è la sostituzione dell’organo.

Primo del genere nel Lazio, l’intervento è stato eseguito il 5 ottobre scorso all’ospedale Bambino Gesù di Roma ed ha impegnato le equipe trapiantologiche per 10 ore. La madre ha donato il secondo e il terzo segmento (su otto di un fegato intero) corrispondenti al lobo epatico sinistro, quello più piccolo. Sia la madre che la piccola hanno superato senza problemi l’intervento e ora stanno bene.

Uno dei principali vantaggi del trapianto da vivente per la bimba è stato di non aver dovuto attendere in lista altri mesi, considerando che la sua condizione peggiorava giorno dopo giorno. Come spiega il Bambino Gesù, recenti studi epidemiologici hanno confermato da una parte la sicurezza della donazione da vivente, dall’altra la superiorità del trapianto da vivente, in termini di qualità funzionale e di sopravvivenza dell’organo a lungo termine, rispetto a quello da donatore non vivente. Anche la qualità e l’aspettativa di vita del donatore rimangono del tutto analoghe a quelle del resto della popolazione.

“Complimenti all’equipe e all’ospedale Bambino Gesù. Hanno fatto un lavoro di insieme di elevatissima qualità. Aumentare i trapianti da vivente è uno degli obiettivi della rete trapiantologica”. Questo il commento di Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro nazionale trapianti (Cnt). “È un risultato particolarmente importante – ha aggiunto – in linea con gli sforzi della Rete nazionale trapianti. Riunire due eccellenze, quella del trapianto da vivente e quella del trapianto pediatrico, conferma la qualità del Bambino Gesù”.

Nanni Costa ha inoltre sottolineato che l’intervento di espianto di parte del fegato “è altrettanto impegnativo del trapianto”, “richiede grande cautela, di pari difficolà del trapianto, e va eseguito su un soggetto sano”.

In Italia i trapianti da vivente sono ancora una minoranza: se ne contano ogni anno 180 di rene e 25-30 di fegato, di cui “solo una quota ridotta, della misura di alcune unità, sono pediatrici. Il nostro obiettivo, appunto, è aumentarli”. “C’è una proposta di legge – conclude Nanni Costa – per rendere possibili, si tratterebbe comunque di poche unità, quelli di polmone, intestino e pancreas”.

“Voglio rivolgere il plauso mio e della Regione Lazio all’ospedale Bambino Gesù per il delicato intervento di trapianto di fegato da vivente effettuato su una bimba di un anno e mezzo grazie al generoso gesto di donazione della sua mamma”. Lo ha dichiarato la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini.

“Si tratta – ha ricordato Polverini – del primo intervento nel suo genere nel Lazio e dimostra ancora una volta come il Bambino Gesù rappresenti una eccellenza del servizio sanitario del Lazio e dell’intero Paese. Ringrazio l’equipe medica e tutto il personale dell’ospedale impegnato con professionalità e competenza in una operazione lunga e complessa. Alla mamma e alla sua bimba i nostri migliori auguri per una pronta guarigione”.

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