Tonno rosso, la pesca illegale vale tre miliardi su tre

Il tonno rosso arricchisce il mercato nero.

Giochi di parole a parte, il commercio illegale di questa specie in pericolo d’estinzione vale tre miliardi di euro.

La stima arriva da un’indagine indipendente realizzata, in 8 mesi, dal Consorzio dei giornalisti d’inchiesta. I dati raccolti confermano che ancora nel 2010 vige lo spregio delle regole alla pesca del tonno rosso nel Mediterraneo: si passa dai casi eclatanti di violazione della quota consentita (si è pescato più tonno di quanto permesso), alla mancanza di rendicontazione del pescato alle autorità competenti, all’uso di aerei da ricognizione (vietati fin dal 2006) per identificare i tonni da pescare, fino alla cattura di esemplari sottomisura, dannosissima perché non permette agli esemplari di riprodursi a sufficienza.

Le indagini dell’Icij puntano in particolare sulle autorità francesi, che avrebbero coperto per anni le attività illegali della flotta dando informazioni deliberatamente errate all’Ue.

Sono gli stessi operatori del settore della pesca a testimoniare tale fenomeno: «Tutti truffano. Ci sono delle regole, ma noi non le seguiamo», ha ammesso il Capitano della flotta francese Roger Del Ponte.

Per far fronte all’emergenza il Wwf ha lanciato due proposte: ridurre a seimila tonnellate annue la quantità di pescato consentito e individuare zone precluse alla pesca dove i tonni possono riprodursi senza rischi.

Fonte: valori

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