Tir in sciopero: da buttare oltre 100mila tonnellate di cibo

Oltre centomila tonnellate di prodotti alimentari tra cui latte, frutta e verdura buttati o rovinati, mentre nei supermercati e nei negozi le ultime scorte saranno esaurite entro un paio di giorni. Già adesso però nei punti vendita mancano molti prodotti e si registrano speculazioni sui prezzi, che nel caso di alcuni ortaggi sono aumentati anche del 40%.

Duecentomila ore di lavoro perse nella raccolta, magazzinaggio e lavorazione dei prodotti e 200 milioni di euro di danni nella filiera agroalimentare, mentre i consumatori in una settimana hanno tagliato del 30% gli acquisti di frutta e verdura.
Dalla Coldiretti arriva il bilancio dei danni provocati dallo sciopero dei Tir.

“Gli agricoltori – ha sottolineato il presidente della Coldiretti Sergio Marini – sono costretti a svendere il proprio prodotto distrutto o sottopagato per il deprezzamento, mentre molti consumatori non riescono ad acquistare alimenti essenziali per la dieta. Zucchine, verza, spinaci, cicoria, lattuga, broccoli e pomodori scarseggiano e quando si trovano nei supermercati i prezzi sono decisamente alti come i peperoni e le melanzane a 3,10 euro al chilo o il pomodoro ciliegino a 5,45 euro al chilo, secondo il monitoraggio della Coldiretti.

La situazione è particolarmente difficile nei supermercati dove si è interrotta la catena per l’approvvigionamento, mentre è migliore nei mercati rionali e nei mercati degli agricoltori dove sono gli stessi produttori agricoli a rifornire i banchi”.

“Al danno economico immediato, va aggiunto – continua Marini – quello futuro dovuto al fatto che le produzioni di paesi concorrenti come la Spagna nell’ortofrutta o dall’Olanda per i fiori, hanno sostituito il Made in Italy sugli scaffali della grande distribuzione europea. Ovunque si segnalano un preoccupante calo degli ordinativi dall’estero e difficoltà per gli agricoltori che oltre alla perdita per il prodotto deprezzato o svenduto sono costretti ad accollarsi anche il costo dello smaltimento dei prodotti non più commercializzabili”.

L’86 per cento delle merci in Italia circola su strada dove ogni giorno viaggiano con tir e camion circa 525mila tonnellate di prodotti agricoli e alimentari dei quali, spiega la Coldiretti, poco meno del 10 per cento sono deperibili.

“La situazione di difficoltà dell’economia è reale e riguarda – ha concluso il presidente della Coldiretti – l’autotrasporto come l’agricoltura, ma la crisi con queste azioni rischia di aggravarsi e occorre agire con responsabilità per evitare una guerra tra poveri che non è certo utile in questo momento per il Paese”.

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