Test di intolleraze alimentari: un business di 300 milioni di euro

“La vicenda del sorbitolo killer ha riportato alla cronaca la questione, mai risolta, della diffusione impropria dei test di intolleranze alimentari”. È quanto ha affermato Andrea Ghiselli, Dirigente dell’Inran, l’Isituto di Ricerca per gli alimenti e la nutrizione, in riferimento al drammatico episodio della 29enne morta dopo essersi sottoposta ad un test clinico per intolleranze alimentari.

I test di intolleraze alimentari generano spesso falsi risultati di positività e, di conseguenza, un gran numero di allergici immaginari. Dietro tali test ruota un grande business: costano da 50 a 500 euro, per un fatturato complessivo di 300 milioni di euro.

Andrea Ghiselli ha spiegato che non esiste un unico metodo per diagnosticare tutte le intolleranze: “se ve ne propongono uno onnicomprensivo, sappiate che state perdendo tempo e denaro, perché non è mai stato dimostrato che siano efficaci”. Ghiselli ha inoltre sottolineato che non esistono intolleranze senza sintomi. “Se bevo una tazza di latte e sto sempre male, allora è possbile che sia intollerante al latte. Ma se vi dicono che scoprendo le intolleranze potete dimagrire, si tratta di una truffa”.

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