Terme: tutti i benefici per la salute

Amate da chi è in cerca di un po’ di relax, le cure termali fanno bene alla salute.
Secondo i dati del 2014, i problemi per cui si ricorre alla cura termale sono in particolare le patologie muscolo-scheletriche (problemi artrosici e reumatici), le affezioni respiratorie e dell’apparato digerente. A queste si aggiungono  le patologie dermatologiche, del sistema vascolare, urinario e ginecologico.

“Le evidenze più solide dell’efficacia dei trattamenti termali nelle affezioni muscolo-scheletriche riguardano artrosi, fibromialgia, spondilite anchilosante e artrite psoriasica”, spiega Franco Cozzi, docente di reumatologia dell’Università di Padova e dell’Azienda Ospedaliera di Padova.
I benefici delle terapie termali sono il risultato di una combinazione di effetti termici, chimici e biologici. Come spiega il professor Cozzi, “nella balneoterapia e nella fangoterapia, il calore permette il rilassamento dei muscoli e la vasodilatazione, ma causa anche un aumento di peptidi oppiodi in circolo che determinano il noto effetto antalgico”.

Poi vi sono gli effetti chimici, dei minerali disciolti nelle acque, la cui variabilità nelle varie stazioni termali costituisce la loro specificità. “Le acque sulfuree, come quelle di Sirmione – continua Cozzi – sono indicate in caso di patologie respiratorie per la terapia inalatoria; nella terapia idropinica, invece, le acque ricche di cloruro di sodio, come a Montecatini, sono ottime per l’intestino, quelle ricche di solfati per le vie biliari, come a Chianciano”. Infine sulle patologie infiammatorie croniche si è visto esservi un meccanismo biologico di regolazione del sistema immunitario.

Secondo alcune ricerche condotte dal gruppo del professor Cozzi su pazienti con malattie come la spondilite anchilosante e l’artrite psoriasica, “la fangoterapia potenzia l’effetto dei farmaci nei cinque mesi successivi al trattamento termale, con una diminuzione dell’infiammazione e un miglioramento dei sintomi dermatologici e del dolore”.

“Ciò – conclude Cozzi – suggerisce la possibilità di diminuire le dosi dei farmaci, con notevoli vantaggi per il paziente e un notevolissimo risparmio per le casse del sistema sanitario nazionale”.

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