Tagli alla sanità in Sicilia. A rischio il centro per la cura dei disturbi del comportamento alimentare di Messina

La scure dei tagli alla sanità si abbatte sulla Sicilia e a subirne le drammatiche conseguenze potrebbe essere la salute di centinaia di giovani ragazze e ragazze.

Il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta ha deciso di limitare le uscite rivedendo le delibere di spesa del prossimo anno. Una decisione che mette a rischio importanti strutture sanitarie come “Il Cerchio d’oro”, centro di riferimento dell’Asp di Messina per la diagnosi, la cura e la gestione integrata dei disturbi del comportamento alimentare.

Fortemente preoccupata per la sorte dei propri figli, l’Associazione Korakanè, costituita da genitori e familiari di ragazzi affetti da disturbi del comportamento alimentare di Messina e provincia, ha scritto una lettera aperta al presidente della Regione siciliana, all’Assessore alla Sanità On. Borsellino e a tutti coloro che possono e devono attivarsi affinché il diritto alla salute di questi ragazzi non venga calpestato.

“I nostri figli combattono giornalmente con dolore e fatica quel ‘mostro’ che distrugge i loro sogni, la loro salute e la loro vita che dovrebbe essere soltanto (per la loro giovane età) soltanto gioia e spensieratezza”.

In questo momento “Il Cerchio d’Oro” segue 290 ragazze in gran parte minori e con continue richieste di assistenza.

Nell’anno 2012, considerato l’emergere del bisogno territoriale e la drammatica assenza di servizi specialistici nella regione Sicilia, “Il Cerchio d’Oro” ha ottenuto fondi economici regionali (Progetto Obiettivo Piano Sanitario nazionale 2010) attraverso i quali è stato possibile avviare un modello organizzativo in linea con quanto ribadito dalle Linee Guida nazionali ed internazionali: multidimensionale e multiprofessionale integrato con team di di personale altamente specializzato nella cura dei DCA.

“Chi scrive – continua l’Associazione Korakanè – lo fa con cognizione di causa avendo vissuto già nello scorso anno l’interruzione delle attività di servizio per due mesi, che ha avuto inevitabili ripercussioni sulla salute dei nostri figli”.

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