Spreco alimentare: quanto ci costa il cibo che buttiamo?

Gli italiani sprecano 15 miliardi di euro in cibo, di cui l’80% in casa. I dati sullo spreco alimentare raccolti da Waste watchers e Last minute market anche quest’anno sono impressionanti. “C’è ancora molta strada da fare in termini di informazione e sensibilizzazione sul tema dello spreco alimentare. Una recente indagine afferma che la totalità del cibo che finisce nella spazzatura, solo in Italia, sarebbe sufficiente  a sfamare 44 milioni di persone. Una “famiglia tipo” italiana ogni anno butta cibo per un valore di 450 euro a nucleo”, ha spiegato Filiera Italia, associazione di categoria del reparto agroalimentare in occasione della giornata nazionale contro lo spreco alimentare, che si è celebrata ieri 5 febbraio.

Cosa possiamo fare dunque per evitare lo spreco? Innanzitutto è importante prestare attenzione all’etichetta. Se leggiamo da consumarsi entro siamo in presenza di un prodotto che potrebbe risultare dannoso per via della proliferazione batterica se consumato oltre la data indicata. Se leggiamo invec eda consumarsi preferibilmente entro dobbiamo interpretare la data entro la quale la qualità, il gusto, la fragranza e le caratteristiche nutrizionali si mantengono inalterate. Oltre quella data il cibo può essere consumato senza problemi per la sicurezza ma potrebbe non avere più le stesse caratteristiche di gusto. Nel caso della pasta o del miele, ad esempio, non si incorre in problemi mangiandoli qualche mese dopo la scadenza, se ben conservati.

Una serie di piccoli accorgimenti possono poi limitare gli sprechi:

– stilare la lista della spesa

– fare acquisti più contenuti e frequenti, in base alle necessità

– scegliere prodotti di stagione e al giusto grado di maturazione, conservandoli diversamente in base alle previsioni di consumo.

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