Sprechi: a Natale 440mila tonnellate di cibo nella spazzatura

Portafogli vuoti e bidoni pieni. La crisi economica non ha infatti frenato gli sprechi delle tavolate natalizie: dalla vigilia di Natale a Capodanno sono infatti finite nei cassonetti 440mila tonnellate di cibo, per un valore complessivo di 1,32 miliardi di euro, più di 50 euro a famiglia.

Secondo l’indagine della Cia gli sprechi maggiori si sono concentrati a ridosso di Natale (cene e pranzi del 24, 25 e 26 dicembre), quando le famiglie italiane avrebbero gettato nei cassonetti quasi 90 milioni di euro, poco meno di 40 euro a famiglia. Mentre più di 10 euro a nucleo familiare sono stati dissipati tra il cenone del 31 e Capodanno.

Come ricorda anche la Cia, si tratta di uno scempio dal punto di vista etico ed economico, oltre che ambientale: basti pensare che una sola tonnellata di rifiuti organici genera 4,2 tonnellate di Co2.

“Quella dello spreco alimentare – ricorda la Cia – è una tendenza, cresciuta del 50 per cento dal 1974 ad oggi e che globalmente interessa, secondo la Fao, un terzo del cibo prodotto nel mondo: ogni anno 1,3 miliardi di tonnellate di cibo vanno “perdute” dal campo alla tavola nei paesi industrializzati (670 mln di tonnellate) e in quelli in via di sviluppo (630 mln di tonnellate). Uno sperpero a cui i consumatori europei e Nord-Americani contribuiscono con uno ‘spreco procapite’ di 115 kg all’anno, contro i 6-11 kg delle popolazioni dell’Africa sub-sahariana e del Sudest asiatico”.

“A passare con più facilità dal piatto alla pattumiera – sottolinea la Cia – sono stati latticini, uova e carne (43 per cento), seguiti dal pane (22 per cento), frutta e verdura (19 per cento), pasta (4 per cento) e dolci (3 per cento). Un fenomeno dalle dimensioni insostenibili che tocca puntualmente il suo apice nelle festività di fine anno, periodo in cui anche quest’anno il 20 per cento della spesa degli italiani è andata direttamente a riempire le buste della spazzatura”.

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