Lo sport allena (anche) la mente

Lo sport fa bene al corpo ma anche alla mente. Soprattutto nei più giovani, l’esercizio fisico può migliorare infatti le performance cognitive. “Premesso che tutti gli sport sortiscono effetti positivi, per un maggiore sviluppo cognitivo è meglio preferire gli sport simmetrici, complessi e di squadra”, ha spiegato Giuseppe Alfredo Iannoccari, presidente dell’Associazione Assomensa, associazione di neuropsicologi impegnati nella prevenzione dell’invecchiamento mentale a ogni eta’.

Gli sport simmetrici, sottolinea Iannoccari, coinvolgono entrambi gli arti (destro e sinistro) di tutte e due le porzioni del corpo (superiore e inferiore); i complessi sono quelli in cui i movimenti non sono predefiniti e ripetitivi, ma molteplici e imprevedibili; negli sport di squadra bisogna tener conto delle relazioni interpersonali.

Pallavolo, basket, pallanuoto e calcio sono quindi ideali per allenare la mente. “Altre discipline hanno caratteristiche diverse e stimolano specifiche aree cognitive, come i giochi ‘a due’, tra cui judo, karate e scherma, o prove in ‘solitaria’, quali la maratona e il nuoto, che stressano il concetto di resistenza alla fatica e concentrazione. Francamente si tratta di sport senz’altro fisici ma cognitivamente poco remunerativi”, aggiunge Iannoccari.

“Va considerato che, rispetto ai bambini pigri, quelli più attivi hanno maggiori occasioni di scambi sociali con adulti e coetanei e si intrattengono in ambienti che presentano stimoli diversi dai soliti (come invece a casa e a scuola); inoltre hanno l’opportunità di affinare il coordinamento visuo-spaziale per conseguire l’obiettivo dell’allenamento”.

“Tutte queste situazioni stimolano significativamente le strutture cerebrali (ippocampo per la memoria, lobo frontale per l’attenzione e la concentrazione, lobi temporali per la comprensione e la produzione del linguaggio, lobo parietale per l’organizzazione visuo-spaziale, lobo occipitale per la percezione visiva, strutture subcorticali per le percezioni propriocettive – percezione della posizione del corpo – e per il coordinamento fisico), rinforzando di conseguenza le capacità mentali”.

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