Sonno alleato della memoria

Dormire fa bene, anche alla memoria. A confermarlo è uno studio svizzero pubblicato sulla rivista  Nature Neuroscience il quale rivela che richiamare durante il sonno un ricordo appena formato lo rafforza.

Gli studiosi dell’università di Basilea hanno coinvolto i partecipanti alla ricerca in un esercizio di memoria spaziale: diversi oggetti dovevano essere collocati in una griglia, mentre nell’aria si diffondeva un particolare odore. In tal modo si formava nella memoria dei soggetti un’associazione fra gli oggetti e il profumo. In seguito i partecipanti sono stati suddivisi in due gruppi: uno doveva rimanere sveglio, mentre l’altro dormiva. Alle narici di tutti è stato poi sottoposto lo stesso stimolo olfattivo sentito in precedenza. L’esperimento ha dimostrato che il ricordo si è rivelato più forte fra le persone che avevano dormito.

In realtà lo studio dell’Università di Basilea non è il primo a rivelare l’importanza del sonno nel miglioramento della memoria. Già nel 2009, infatti, gli scienziati della Northwestern University (USA) hanno reso noto che trasmettere alcuni suoni specifici mentre si dorme è servito ad alcune persone che si sono sottoposte all’esperimento a ricordare meglio ciò che avevano studiato prima di addormentarsi, al punto che la memoria di tutti loro è risultata notevolmente migliorata.

Come ha dichiarato Ken A. Paller, neuroscienziato cognitivo della Northwestern, “l’idea è che durante il sonno il processo di consolidamento delle informazioni apprese continui e sia anzi un buon metodo per rafforzare i ricordi”.
“Abbiamo dimostrato – ha aggiunto Paller – che si possono acquisire informazioni anche dormendo grazie all’apparato acustico e che si può rafforzarne il ricordo tramite suoni specifici a ciascuna fase dell’apprendimento”.

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