Problemi di sonno: luci blu e smartphone sotto accusa

La luce artificiale ci toglie il sonno e la prevista ulteriore diffusione di tablet e smartphone, con la particolare luce che emettono, contribuirà a peggiorare la già critica situazione di scarsezza di sonno che contraddistingue la nostra società. A riferirlo è la rivista Nature, in un approfondimento dedicato al sonno  firmato da Charles Czeisler del prestigioso Brigham & Women’s Hospital e Harvard Medical School a Boston.

“Malauguratamente – ha spiegtoa Czeisler – vista anche la facilità con cui è possibile oggi procurarsi un dispositivo elettronico con monitor a Led in grado di emettere fasci di luce blu e blu-verdi che aumentano la sensibilità dell’occhio, il numero di persone che non riesce a dormire in modo adeguato e sufficiente è destinato ad aumentare, come conferma anche un recente studio Usa che, paragonando le ore di sonno attuali a quelle di mezzo secolo fa, ha stimato che se 50 anni fa solo il 3% degli adulti riposava meno di sei ore a notte, ora la percentuale è salita al 30% per gli impiegati e al 44% per i lavoratori notturni.

E la privazione forzata del sonno ha poi inevitabili ripercussioni sulla stato di salute generale dell’individuo, visto che è stato dimostrato che chi dorme meno di cinque ore a notte ha un rischio di mortalità del 15% superiore a quanti, invece, riposano bene e più a lungo”.

Negli adulti, in particolare, la carenza di sonno comporta problemi immunologici, cardiovascolari e metabolici.

Ad essere sotto accusa sono, in particolare le luci artificiali blu prodotte dagli schermi di pc, tablet e smartphone, che inibiscono i neuroni del cervello che facilitano il sonno e influenzano il rilascio naturale della melatonina, allertando invece quelli dell’attenzione. La proposta di Czeisler è quindi quella di rimpiazzare le luci blu con tonalità rosse o arancio, che interferiscono meno nel ciclo naturale sonno/veglia. Il consiglio principale in ogni caso rimane quello di spegnere qualunque dispositivo elettronico prima di andare a letto.

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