Lo smog espone i bambini a danni neurologici

“I neonati esposti durante la gravidanza a livelli elevati di inquinamento possono presentare uno sviluppo intellettuale rallentato e un minore quoziente intellettivo”. È quanto ha  affermato Pier Mannuccio Mannucci, direttore scientifico della Fondazione Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano. Mannucci ha preso parte al congresso internazionale “RespiraMI – Air pollution and our health” dal quale gli esperti hanno lanciato l’allarme sulle conseguenze dell’inquinamento ambientale.

“L’inquinamento ha aggiunto Marie Pedersen, docente di medicina ambientale e salute occupazionale all’Università di Copenhagen – determina un peso più basso alla nascita e una riduzione delle misure del cranio”.

“Gli agenti inquinanti depositati nel tratto respiratorio possono raggiungere il sistema nervoso centrale, causando danni neurologici con meccanismi infiammatori e stress ossidativo, soprattutto nei bambini, nei quali il cervello non è ancora completamente sviluppato ed è quindi più indifeso”, ha riferito poi Jordi Sunyer, docente di medicina preventiva e salute pubblica all’Università Pompeu Fabra di Barcellona. Nei mesi scorsi il suo gruppo di ricerca aveva rilevato che “negli alunni delle scuole elementari in cui l’inquinamento da traffico è maggiore, si è osservata una maggiore difficoltà cognitiva e disordini neuro-comportamentali, in particolare autismo”.

Inoltre uno studio condotto a Umea, nel nord della Svezia, dal gruppo di ricerca di Anna Oudin ha confermato come l’inquinamento rappresenti “un chiaro fattore di rischio per infiammazione neuronale nei bambini. Le particelle inquinanti, superando le barriere nel sangue cerebrale, causano disordini psichiatrici. Nei bambini che vivono in zone della città a maggior inquinamento abbiamo registrato una maggiore prescrizione di farmaci per disturbi mentali, come sedativi, sonniferi e anti psicotici”.

Da un articolo pubblicato qualche settimana emerge poi che nei bambini, specie i più piccoli, i farmaci o gli inquinanti immunointerferenti alterano il sistema immunitario già molto immaturo.

“Viviamo – scrive Roberto Gava – in un ambiente molto patogeno: inquinamento elevato di aria, acqua e cibo, alimentazione squilibrata e povera di sostanze nutrizionalmente essenziali, eccessivo uso di farmaci, ecc. Questa situazione minaccia tutti, ma in particolare i bambini, perché l’adulto ha iniziato ad essere squilibrato quando era già strutturato, mentre un bambino viene squilibrato prima ancora di nascere. Prima di causare un cancro, però, l’inquinamento causa un profondo squilibrio immunitario e una conseguente infiammazione tessutale cronica … da cui hanno inizio ‘tutte’ le patologie!”.

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