Sedentarietà: quarto principale fattore di rischio mortalità

La sedentarietà è il quarto principale fattore di rischio di mortalità globale e causa ogni anno di 3,2 milioni di decessi. A ricordarlo è l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), in occasione del World Day of Physical Activity, giornata che celebra il 6 aprile l’importanza di uno stile di vita attivo per mantenersi in buona salute.

Secondo le stime, in particolare, l’inattività fisica è responsabile di circa il 30% delle malattie cardiache, il 27% del diabete e il 21-25% dei tumori di seno e colon.

“Metti insieme 30 minuti di attività fisica ogni giorno per la tua salute e il tuo benessere”, questo l’invito dell’Organizzazione mondiale della sanità. Per quel che riguarda l’Italia, i dati dell’Istituto superiore di sanità e del ministero della Salute rivelano che dal 2008 al 2012 è calato dal 48% al 42% il numero di bambini di 8-9 anni con la tv in camera, e dal 47% al 36% di chi la guarda più di tre ore al giorno.

In diminuzione anche il numero dei bambini che non ha praticato alcuna attività fisica nelle giornate precedenti alle rilevazioni, sceso dal 26% al 17%, mentre rimane stabile al 26% il numero di coloro che vanno a scuola a piedi o in bicicletta, e diminuisce la percentuale di chi pratica sport per non più di un’ora a settimana (dal 25% al 16%).

Per quanto riguarda gli adulti invece, secondo i dati 2013 della sorveglianza Passi  il 30% della popolazione di 18-69 anni può essere considerato completamente sedentario e non svolge alcuna attività fisica nel tempo libero, neanche di moderata entità, il 36% può essere considerato parzialmente attivo, e solo il 33% svolge attività fisica nel tempo libero in linea con le raccomandazioni Oms. La sedentarietà è più frequente fra gli anziani di 50-69 anni (34%), le donne (32%), le persone con molte difficoltà economiche (40%) e i meno istruiti (40%).

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