La sanità italiana vista dai cittadini: diffuso il Rapporto Pit-Salute

Lungaggini e tempi di attesa estenuanti per sottoporsi a visite specialistiche. È quanto evidenzia il Rapporto Pit-Salute di CIttadinanzattiva, presentato oggi. Fino a 11 mesi per una visita oculistica, e più di 7 per essere visitati dal cardiologo. Questi alcuni esempi delle segnalazioni giunte al Tribunale dei diritti del malato-Cittadinanzattiva.

Seppur di poco, migliora secondo i dati del XV Rapporto PiT Salute  il tempo di attesa prima di essere sottoposti a una tac o a una risonanza magnetica, visto che sono in calo di oltre 10 punti le segnalazioni (passate dal 52,6% del 2010 al 40,8% del 2011).

Sono ancora quasi 2 su dieci (sempre al primo posto anche se il dato e’ in calo dal 18,5 al 16,3%) i cittadini che si rivolgono al Tribunale dei diritti del malato per presunti casi di malpractice, con un aumento delle segnalazioni di presunti casi di errori diagnostici e terapeutici (dal 58,9% del 2010, sono saliti al 62,7% del 2011). Anche il problema delle liste di attesa, pure in lieve flessione dal 16 al 15,4% sul totale, resta tra i più segnalati dai cittadini, “e con alcune Regioni che risultano totalmente inadempienti sulla redazione del piano di governo delle liste di attesa”.

Le performance peggiori si registrano per le visite specialistiche.

“I cittadini, alle prese con la riduzione delle risorse, piani di rientro delle Regioni dissestate e effetti dei molteplici tagli lineari alla sanità hanno l’impressione che quello che una volta si chiamava Stato sociale stia vivendo un progressivo impoverimento a danno e sulla pelle dei cittadini, in particolar modo di quelli che non possono contare su disponibilità economiche”, ha spiegato Giuseppe Scaramuzza, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato.

Oltre alle lungaggini burocratiche e alle liste d’attesa troppo lunghe, i cittadini denunciano farmaci costosi, disagi al pronto soccorso, carenza di posti letto, errori medici.

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