Salento: contro la xylella in arrivo una pioggia di pesticidi. “A rischio salute e ambiente”

Una pioggia di pesticidi è in arrivo nel Salento per fermare la malattia che ha colpito gli olivi. La Regione Puglia impone l’obbligo di uso dei fitofarmaci a partire da maggio con l’obiettivo di bloccare la “xylella fastidiosa”, il batterio killer trasmesso alle piante attraverso le punture di un insetto. Le irrorazioni di pesticidi riguarderanno anche le aree parco ed i terreni coltivati a biologico.

Con la determina del 6 febbraio scorso, la Regione ha infatti stabilito che da maggio ad agosto dovranno essere effettuati almeno due trattamenti chimici sulla chioma di tutte “le piante di olivo, fruttifere e ornamentali”, oltre che “interventi con prodotti insetticidi a ‘spot’ su macchia mediterranea residuale, muretti a secco, superfici abbandonate purché verdi e quindi attrattive per i vettori”.

Le azioni sono da ripetere tra settembre e dicembre. Si tratta di un obbligo a carico dei proprietari e dei conduttori di tutte le particelle che, peraltro, dovranno dimostrare di aver acquistato i fitofarmaci conservando per tre anni gli scontrini fiscali. Nel provvedimento, sono anche riportate le sostanze da utilizzare: Imidacloprid, Buprofezis, Dimetoato, Deltametrina, Lambda cialotrina, Etofenprox e Clorpirifos metile.
Secondo la Lega Tumori leccese (LILT), la “cura è di gran lunga peggiore dell’infezione, essendo la chimica (e i pesticidi lo sono) responsabile di gravi danni alla salute umana”.

Dura la posizione del Forum ambiente e salute che parla di una strategia non sostenuta da ricerche a 360° (focalizzate sulla xylella ma che non hanno escluso responsabilità dei funghi) e dall’elaborazione di una cura con pesticidi che potrebbe aiutare gli ulivi avvelenando il resto delle coltivazioni e della macchia mediterranea, favorendo soltanto le multinazionali che producono i prodotti che gli agricoltori dovranno acquistare con i propri fondi.

A sostegno di questa tesi viene riportato il rapporto dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare, secondo cui l’uso intensivo di trattamenti può avere “conseguenze per l’ambiente e modificare le catene alimentari”, nonché gli studi dell’Organizzazione mondiale della sanità che da tempo lancia l’allarme sul rischio cancro connesso ai fitofarmaci.

A insospettire gli attivisti e una parte degli agricoltori salentini c’è poi la “mancanza di chiarezza da parte della Regione”, che parla di almeno 20.000 alberi da eradicare (diventati 30.000 nelle previsioni del commissario Giuseppe Silletti) ma non rende pubblici i dati sui campionamenti, che un anno fa raccontavano di “appena 21 ulivi malati su 1750 analizzati”, come ha chiarito Giovanni Seclì.

Il Forum ambiente e salute ha rivolto un appello ai Vescovi salentini di Lecce, Ugento, Nardò e Otranto, perché “si ergano a guida contro la psicosi costruita artatamente su ‘Xylella’, in un clima di terrore nel quale si insinuano interessi e progetti nei fatti portanti alla cancellazione non solo degli ulivi, (simboli forti anche per la Cristianità), e soprattutto delle nostre tradizionali cultivar, ma anche del nostro territorio e della sua salubrità, impedendo alla Natura di risanare ritrovando come sempre i suoi millenari equilibri!”.

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