Psoriasi: l’esposizione al sole può aiutare?

L’esposizione solare può rappresentare un valido aiuto per molte persone affette da psoriasi, ma bisogna esporsi con cautela per evitare scottature ed eritemi. Inoltre una piccola quota di casi di psoriasi (il 5% circa) peggiora con una eccessiva esposizione solare.

A spiegare il legame tra la psoriasi e l’esposizione solare è Andrea Peserico, direttore della Clinica Dermatologica dell’Università di Padova e Presidente della Sidemast (Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse) sul Corriere.it .

La psoriasi è una malattia infiammatoria della pelle di carattere cronico e recidivante. In Italia soffrono di psoriasi, malattia della pelle che si manifesta con chiazze rossastre che si squamano. Tale patologie influenza negativamente la vita di chi ne è affetto non solo nel rapporto con il partner o con gli amici ma anche sul posto di lavoro, fino ad arrivare a compromettere la carriera.

Come spiega Andrea Peserico, la psoriasi esiste in diverse forme e la più comune è la “psoriasi volgare”, caratterizzata da chiazze arrossate a limiti netti, rivestite da squame biancastre sfaldabili. “La psoriasi – spiega l’esperto – non è contagiosa ed è conseguenza di un’accelerazione del ricambio delle cellule della pelle, sostenuta da fenomeni immunitari e infiammatori. I fattori che attivano questo processo sono in gran parte sconosciuti, ma sono assodate una predisposizione genetica e l’influenza di alcuni fattori di rischio ambientali, che possono incidere sul decorso della malattia, fra questi: fumo, abitudini alimentari, sovrappeso, stress importanti, alcune infezioni e alcuni farmaci (litio, beta-bloccanti)”.

Uno studio recentemente condotto dalla Clinica Dermatologica dell’Università di Verona e pubblicato sulla prestigiosa rivista American Journal of Clinical Nutrition evidenzia che la psoriasi è legata in particolare all’obesità: una quota di pazienti affetti da psoriasi che oscilla dal 13% al 34% è in sovrappeso o obesa eppure, se i pazienti riescono a perdere almeno il 10% del peso, diventano più sensibili alla terapia con ciclosporina.

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