Povertà: è allarme in Italia

Allarme povertà in Italia. Nel 2010 infatti un milione e 156mila famiglie, ovvero il 4,6% dei nuclei residenti sul territorio italiano, sono in una condizione di povertà assoluta, risulta in una condizione di povertà assoluta. A rilevarlo è il rapporto dell’Istat sulla povertà in Italia che sottolinea come “i più poveri tra i poveri” sono 3 milioni e 129mila, il 5,2% dell’intera popolazione: un adulto che vive da solo è considerato assolutamente povero se la sua spesa è inferiore o pari a 766,60 euro mensili nel caso risieda in un’area metropolitana del Nord; a 686,61 euro se vive in un piccolo comune nelle regioni settentrionali e a 516,79 euro se risiede in un piccolo comune meridionale.

Come ha spiegato l’Istat in una nota, la povertà risulta sostanzialmente stabile rispetto al 2009.
La povertà relativa aumenta tra le famiglie di 5 o più componenti (dal 24,9% al 29,9%), tra quelle con membri aggregati (dal 18,2% al 23%) e di monogenitori (dall’11,8% al 14,1%). La condizione delle famiglie con membri aggregati peggiora anche rispetto alla povertà assoluta (dal 6,6% al 10,4%).

La povertà poi è superiore alla media (14,8%) tra le famiglie con due o più anziani, in particolare al Nord, dove è pari all’8,9% contro la media ripartizionale del 4,9%. In questa area del Paese la povertà è relativamente più diffusa anche tra le famiglie monogenitore (7,4%), mentre risulta meno frequente tra i single e le coppie senza figli di giovani/adulti (di eta’ inferiore ai 65 anni); l’incidenza è, infatti, pari al 1,2% tra i primi e al 2,1% tra le seconde.

Ad eccezione di Abruzzo e Molise, dove il valore dell’incidenza di povertà non è statisticamente diverso dalla media nazionale, in tutte le altre regioni del Mezzogiorno la povertà è diffusa rispetto al resto del Paese. Le situazioni più gravi si osservano tra le famiglie residenti in Calabria (26,0%), Sicilia (27,0%) e Basilicata (28,3%).

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