Pillole dimagranti, morte due persone

Due persone sarebbero morte in seguito all’assunzione di un farmaco dimagrante a base di fendimetrazina preparato nelle farmacie, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera.

Il capitano dei carabinieri Marco Datti, responsabile dei Nas fino allo scorso dicembre, è stato rinviato a giudizio, in seguito alla morte di queste due persone, avvenuta tra il 2009 e il 2011.

Come si legge sul Corriere, “nella lista degli indagati – rispondono di omissione in atti d’ufficio – oltre al militare dell’Arma figurano cinque funzionari del ministero della Salute, un dirigente della Asl e quattro farmacisti. Secondo l’accusa, Datti avrebbe dovuto organizzare controlli periodici nelle farmacie per impedire che i titolari preparassero composti galenici. Di conseguenza, l’allora capo dei Nas sarebbe responsabile di aver permesso che i farmacisti Anna Lucia Ricci, Franco Donati, Marica Siciliano e Emanuele Coli sviluppassero nei retrobottega delle loro attività commerciali le pillole poi vendute alle vittime.”

Negli anni ’90 viene stabilito che la fendimetrazina deve essere inserita nella tabella uno degli stupefacenti. Il disposto legislativo rimane però di fatto inapplicato. Nel 1999 l’Ema (l’agenzia europea dei farmaci) stabilisce il ritiro dal commercio dei medicinali che contengono fendimetrazina. Nel 2000 il ministero della Salute si adegua con un decreto che vieta ai farmacisti di preparare i composti galenici. Il provvedimento viene annullato dal Tar a ottobre scorso. Intanto però dal 2 agosto 2011 la fendimetrazina compariva tra le sostanze stupefacenti “con forte potere tossicomanigeno e suscettibili di abuso”.

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