Pfas in Veneto: sostanze pericolose nel sangue di 8000 persone

Continua l’emergenza Pfas in Veneto dove sono state trovate sostanze pericolose nel sangue di ottomila persone. I dati vengono da un rapporto regionale sull’area tra le province di Vicenza, Verona e Padova abitata da 300 mila persone, la cui falda acquifera è stata inquinata.

Il dato emerge dal sesto Rapporto sull’andamento del Piano di sorveglianza sanitaria sulla popolazione esposta a Pfas diffuso dalla Direzione Prevenzione della Regione Veneto. È il frutto di un lavoro, in collaborazione con le Ulss e le strutture sanitarie nelle zone interessate, cominciato a fine 2016.

Nel complesso sono 17.605 le persone coinvolte nel Piano di sorveglianza. Per 13.856 di queste sono già disponibili tutti gli esiti (sia i valori degli esami e risposte al questionario sugli stili di vita proposto). Si parla ancora di una parte della popolazione perché i soggetti già invitati sul totale delle persone da invitare sono il 39,8%, mentre quelli che si sono presentati alla visita sono il 60%. A 7.716 persone è stato indicato di iniziare un percorso di approfondimento (di secondo livello) prenotando una visita presso l’ambulatorio internistico e quello cardiovascolare. Fino a questo momento in 750 si sono presentati per la visita internistica e 1.079 per quella cardiologica.

I Pfas sono utilizzati come impermeabilizzanti per pentole, tessuti, scarpe, cartoni per le pizze. A contaminare le acque sarebbe stata una ditta che li produce, la Miteni, costruita 50 anni fa proprio sopra la falda acquifera che serve l’area. La Miteni tuttavia non si ritiene responsabile dell’inquinamento, problema noto dal 2013.

Secondo gli studi i Pfas possono provocare malattie come diabete, problemi alla tiroide, aumento del colesterolo con rischi di ictus e infarto, gestosi e varie forme di tumore. Nelle zone interessate è stato riscontrato un aumento della mortalità dal 10% al 30%.

Oltre ad essere bevute dagli abitanti dell’area, le acque contenenti Pfas vengono usate anche per irrigare i campi, con pericolo di inquinamento per ortaggi e verdure.

La Procura di Vicenza nell’aprile scorso ha aperto una nuova indagine con l’ipotesi di disastro ambientale, dopo che il 21 marzo il governo ha dichiarato lo stato di emergenza in Veneto per i Pfas, con la nomina anche di un commissario.

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