Non solo PFAS: scoperto in Veneto nuovo inquinante

Non solo PFAS: alle pericolose sostanze perfluoroalchiliche che inquinano le falde di Vicentino, Veronose e Padovano si è aggiunto un pericolo impermeabilizzante: il GenX. Come spiega Greenpeace, si tratta di una sostanza che, oltre ad essere persistente e di difficile degradazione, è classificata come potenzialmente cancerogena, e con possibili effetti negativi anche sul fegato.

La Provincia di Vicenza ha emesso due diffide a carico della Miteni di Trissino, l’azienda ritenuta responsabile degli sversamenti, individuati dall’Arpav nelle acque sotterranee dello stabilimento. Sebbene quest’ultima abbia respinto le accuse, la Provincia ha chiesto alla società di sospendere non solo l’attività di recupero dei rifiuti – che possono aver rilasciato l’inquinante – ma anche di serbatoi e condotte.

“Chiediamo chiarimenti in merito all’inquinamento e soprattutto la certezza che non si presenteranno altri episodi”, afferma la presidente della Provincia Maria Cristina Franco.

“Bisognerebbe ordinare la chiusura degli impianti, bonificare i terreni e far pagare le spese”, riferiscono le Mamme no-Pfas.

Secondo documenti in possesso di Greenpeace, dal 2014 al 2017 la Miteni – società già individuata dalle autorità come fonte principale della contaminazione da PFAS in una vasta area del Veneto – dopo aver ottenuto dalla Regione Veneto l’autorizzazione a trattare rifiuti chimici pericolosi, ha ricevuto ogni anno dall’Olanda, e nello specifico dall’azienda chimica Du Pont (oggi Chemours), quantitativi accertati fino a 100 tonnellate annue di rifiuti chimici pericolosi (codice CER 07 02 01) contenenti il GenX (acido 2,3,3,3-tetrafluoro-2(eptafluoropropossi)-propanoico).

Dalla consultazione dei documenti si evince che a Miteni non è stato imposto alcun limite allo sversamento del GenX, rendendo del tutto inefficace l’Autorizzazione Integrata Ambientale concessa nel 2014 per impedire tale contaminazione. È quanto emerge dal rapporto “Sette scomode verità sul GenX”, diffuso oggi da Greenpeace. Attaverso il report l’organizzazione ambientalista diffonde gli elementi in proprio possesso per provare a chiarire meglio alcune questioni legate al GenX e alla contaminazione da questa sostanza accertata recentemente da ARPAV nelle falde acquifere del vicentino e in aree vicine al sito produttivo di Miteni.

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