Pfas in Veneto: il danno ammonta a 136 milioni di euro

L’inquinamento da Pfas in Veneto ha comportato un danno ambientale che ammonta a 136,8 milioni di euro nelle tre province di Vicenza, Verona e Padova. È il ministro dell’Ambiente Sergio Costa a comunicare i dati dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) durante la Commissione bicamerale Ecomafie. Il ministero si costituirà parte civile nel procedimento a carico dell’azienda Miteni spa.

“L’Ispra – ha riferito il ministro Costa – ha comunicato stamani la quantificazione del danno ambientale dei Pfas: 136,8 milioni di euro nelle tre province di Vicenza, Verona e Padova”. “In questo modo – ha spiegato Costa – il ministero si può costituire in giudizio per quella cifra tramite l’Avvocatura di Stato nel processo alla proprietà della Miteni di Trissino”, azienda ora dichiarata fallita ma che per anni ha prodotto sostanze perfluoroalchiliche.

L’assessore all’Ambiente della Regione Veneto, Gianpaolo Bottacin ha aggiunto: “Sulla questionela Regione del Veneto ha già deliberato più di un anno fa di costituirsi parte civile, dichiarandosi parte offesa. Adesso il prossimo step che ci attendiamo dal ministero è la fissazione dei limiti ai Pfas”. Il ministro Costa in commissione aveva affermato: “Non abbiamo dimenticato di fissare i limiti, per questo ho costituito un tavolo al ministero dell’Ambiente per lavorare con Regione Veneto, Ispra e ministero della Salute. Nel frattempo c’è la necessità di una bonifica: i finanziamenti ci sono”.

Pfas è l’acronomico di acidi perfluoroacrilici, acidi di origine industriale altamente tossici che hanno contaminato le acque del Veneto.  Anche gli alimenti, tuttavia, sono avvelenati: è stato infatti vietato il consumo di pesce proveniente da molti comuni del Veneto. Una recente ordinanza della Regione Veneto vieta fino al 30 giugno 2019 il consumo di prodotti ittici pescati nella zona definita ‘rossa’ che comprende 30 comuni.

Il dramma che colpisce ogni giorno 350 mila famiglie del Veneto ha portato alla mobilitazione di 30 “mamme no Pfasle quali si sono appellate a tutti i ministri UE dell’Ambiente.

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