Petrolio in Basilicata: si indaga sull’incidenza di tumori

Nei mesi scorsi migliaia di cartelle cliniche sono state acquisite su richiesta della Procura di Potenza per valutare “possibili livelli di inquinamento” e per verificare “possibili patologie presenti in Regione” tra cui anche quelle tumorali.

L’indagine dei carabinieri del Noe non riguarda solo il cancro ma ogni altra patologia che possa essere in qualche modo riconducibile alle conseguenze di un inquinamento da idrocarburi. Più volte in questi anni le associazioni ambientaliste hanno più volte chiesto di verificare la salute dei lucani.

Anche ieri l’associazione medici per l’ambiente ha segnalato “un eccesso di mortalità per tumori allo stomaco e leucemie, in particolare in val d’Agri” deducendone che dunque “è assolutamente verosimile un nesso tra l’aumentata mortalità per alcune patologie e l’inquinamento ambientale”. Il presidente dell’associazione dei medici di famiglia di Potenza, Antonio Santangelo, aggiunge che, pur in assenza di dati, “si ha l’impressione di una maggiore incidenza di patologie come quelle tumorali”.

Negli anni diversi studi hanno registrato un’anomala crescita di patologie riconducibili anche all’eccesso di esposizioni da inquinanti. L’ultimo, a cura dell’ISS, è relativo a venti comuni della Val D’Agri e deve ancora uscire. Il fattoquotidiano.it lo ha visionato: a 16 anni di distanza dal primo studio, che indicava tassi di mortalità sotto la norma, rileva invece “eccessi di mortalità” legati a patologie del sistema emopoietico, dell’apparato respiratorio e digerente.

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