Pesticidi e rischi per la salute umana

Indice

Che cosa sono i pesticidi

L’Italia è il paese europeo che utilizza più pesticidi (1), ovvero quei prodotti impiegati in ambito agricolo e industriale per preservare le colture da insetti e parassiti. A determinare l’efficacia di tali prodotti è la presenza di un principio attivo – microrganismo o sostanza chimica – che agisce contrastando l’organismo infestante. Ciò tuttavia fa sì che la maggior parte delle sostanze usate come pesticidi possa avere effetti tossici anche su quelli organismi (2) che non sono il loro diretto bersaglio, incluso l’uomo.

Secondo un rapporto dell’ONU i pesticidi utilizzati in agricoltura provocano ogni anno 200.000 morti nel mondo, quasi tutti nei paesi in via di sviluppo. I danni dei pesticidi, sostiene l’ONU, sono ormai dimostrati scientificamente: uccidono o fanno ammalare le persone, inquinano l’ambiente, limitano la biodiversità e destabilizzano l’ecosistema alterando il rapporto fra prede e predatori.

Cinque pesticidi classificati come cancerogeni per l’uomo

L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (AIRC), agenzia dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ha classificato cinque pesticidi come “probabili” o “possibili” agenti cancerogeni per gli esseri umani. Le sostanze individuate dalla IARC sono descritte nello studio “Carcinogenicity of tetrachlorvinphos, parathion, malathion, diazinon, and glyphosate” (3), pubblicato su The Lancet Oncology.

Seppur non vincolante, la classificazione dell’Airc dovrebbe ricordare ai Governi e alle organizzazioni internazionali di raccomandare regolamenti, legislazioni o interventi riguardanti i pesticidi per proteggere la salute pubblica.

Il primo pesticida è il glifosato, è tra gli erbicidi più utilizzati al mondo. È l’ingrediente principale dell’erbicida RoundUp® di Monsanto.  Il glifosato sarebbe in grado di danneggiare il Dna di esseri umani e mammiferi. Gli agricoltori esposti al glifosato avrebbero maggiori possibilità di sviluppare il un linfoma non-Hodgkin.

Negli Stati Uniti ammontano ad oltre undicimila le persone che hanno fatto causa alla multinazionale Monsanto-Bayer, sostenendo che l’esposizione agli erbicidi a base di glifosato provoca il linfoma non Hodgkin. Due le condanne sinora emesse perché il noto pesticida è stato ritenuto “un fattore determinante” nell’insorgenza della patologia.

Ma non è tutto. Secondo lo studio dell’università di Washington State pubblicato dalla rivista Scientific Reports (4) del glifosato non ricadrebbero soltanto su coloro che ne sono direttamente esposti ma le conseguenze potrebbero riguardare fino a tre generazioni. Ciò avverrebbe per via di un effetto definito ‘tossicologia generazionale’ (già osservato in sostanze come fungicidi, pesticidi, bisfenolo A, l’erbicida atrazina ed il repellente per insetti Deet) e la causa sarebbe da ricercare nei cambiamenti epigenetici che ‘spengono e accendono’ geni.

Il secondo è il Malatione, un insetticida usato sia in agricoltura che a livello domestico per la disinfestazione. Impiegato a livello professionale questo pesticida potrebbe aumentare il rischio di cancro alla prostata.

Il terzo pesticida individuato è il Diazinone, un altro insetticida impiegato sia in agricoltura che negli ambienti domestici. Sebbene le prove siano ancora limitate, sembra che il Diazinon sia correlato all’aumento del rischio di cancro al polmone e di linfoma non Hodgkin.

Il quarto è il Parathion, insetticida classificato come possibile agente cancerogeno, in alcuni Paesi già oggetto di restrizioni. Si tratta di un pesticida utilizzato in agricoltura contro le infestazioni da parassiti.

Il quinto pesticida è il Tetrachlorvinphos, insetticida classificato come possibile agente cancerogeno, già oggetto di restrizioni in alcuni Paesi.

Il pesticida più controverso: il glifosato

Ormai da molti anni il glifosato, l’erbicida più diffuso al mondo, anima un acceso dibattito scientifico tra chi sostiene che abbia un potenziale cancerogeno e chi, al contrario, la considera una sostanza sicura.

È stato classificato come probabile cancerogeno dallo IARC, l’Agenzia di Ricerca sul Cancro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. L’EFSA l’Autorità europea per la sicurezza degli alimenti, sostiene però che non vi siano ancora sufficienti prove della pericolosità del composto.

Nell’Unione Europea l’uso del glifosato è stato riapprovato nel dicembre 2017 per altri cinque anni. Il divieto dovrebbe quindi scattare dal dicembre 2022.

Il costo umano del glifosato in Argentina

Era il 1996 quando il governo argentino approvava la coltivazione e la commercializzazione di soia transgenica e l’uso del glifosato senza condurre alcuna indagine interna. Su cosa basò la decisione? Soltanto sulle ricerche pubblicate dalla Monsanto, ovvero la multinazionale produttrice del diserbante Roundup® contenente proprio la sostanza chimica sotto accusa. La terra coltivata a ogm è arrivata a coprire il 60 per cento del totale e soltanto in un anno, nel 2012, sono stati spruzzati ben 370 milioni di litri di pesticidi tossici su 21 milioni di ettari di terreno.

Cosa è successo dopo? Nel giro di dieci anni in quelle terre sono triplicati i casi di cancro, mentre sono aumentati del 400% i casi di malformazioni riscontrate nei neonati. Incalcolabili sono invece i casi di malattie della pelle e i problemi respiratori riscontrati sia nei giovani che negli adulti.

Ad aver subìto gli effetti tossici del glifosato è stato circa 1/3 della popolazione argentina.

Dove si trova il glifosato?

Ad oggi il glifosato è in commercio e viene usato praticamente sempre e ovunque in agricoltura, ad eccezione dell’agricoltura biologica. Oltre che in agricoltura, il glifosato ed i prodotti commerciali che lo contengono sono diffusi in ambiente domestico e negli spazi urbani. Il glifosato è infatti usato nel verde pubblico e per la pulizia dei margini stradali ma si trova anche in prodotti da giardinaggio comuni.

È dunque evidente che praticamente chiunque può entrare in contatto con questa sostanza chimica, sia per esposizione diretta (durante le applicazioni in agricoltura e nel giardino) che tramite l’acqua, le bevande, gli alimenti di origine vegetale, nonché la carne e i suoi trasformati, in particolare quando gli animali sono nutriti con derivati da piante OGM.

Tracce del pesticida che la IARC ha classificato come probabile cancerogeno sono state trovate nei cereali destinati alla colazione dei bambini. Il glifosato è stato riscontrato in tutti i 28 campioni di prodotti preparati con avena coltivata in modo tradizionale. Tutti i campioni tranne due presentavano livelli di glifosato superiori al benchmark sulla salute di Ewg di 160 parti per miliardo, o ppb.

Analisi condotte da due laboratori, su iniziativa del mensile dei consumatori ‘Il Test-Salvagente’, hanno inoltre rilevato residui di glifosato in pasta, corn flakes, fette biscottate e farine.

Allarmanti anche i risultati condotti su campioni di acque: su 26 campioni provenienti da diverse città italiane, un derivato del glifosato dagli effetti tossici, è risultato superiore ai limiti di legge.

L’acqua non è l’unica bevanda in cui è stato riscontrato l’erbicida. Un’analisi dell’Istituto per l’ambiente di Monaco ha infatti rilevato che alcuni marchi di birre tedesche contengono il glifosato.

Le malattie legate all’esposizione ai pesticidi

Gli agricoltori, le loro famiglie e le persone che abitano in aree dove viene praticata l’agricoltura intensiva sono i primi a subire gli effetti dei pesticidi sulla salute. Tumori e malattie neurodegenerative come il Parkinson e l’Alzheimer molto diffuse nelle aree rurali potrebbero essere infatti causate dalle sostanze chimiche usate nei campi.

Il rischio di insorgenza del diabete, inoltre, aumenta fino al 61% nelle persone esposte a pesticidi. Il pericolo è ancor più evidente per le donne in gravidanza per cui la minaccia di “diabete gestazionale” sarebbe 4 volte superiore in caso di forte esposizione alle sostanze durante i primi tre mesi di gravidanza.

Il periodo della gravidanza risulta particolarmente critico anche perché i bimbi esposti a pesticidi prima della nascita presenterebbero un rischio più alto di soffrire di disturbi dello spettro autistico. Lo stesso rischio sarebbe stato riscontrato quando l’esposizione avviene nel primo anno di vita.

Pesticidi in frutta e verdura e fertilità

Quantità elevate di pesticidi in frutta e verdura mettono a rischio sia la fertilità maschile che quella femminile.

Secondo uno studio (5) dei ricercatori della Harvard T.H. Chan School of Public Health pubblicato sulla rivista Human Reproduction, mangiare frutta e verdura con elevate quantità di pesticidi può compromettere la fertilità maschile. Nello specifico è emerso dalla ricerca che il consumo di frutta e verdura – pari a una porzione e mezza – con residui di pesticidi è correlato ad un decremento del 50% nella quantità di spermatozoi presenti e il 32% nella qualità rispetto a chi consuma quantità minori di frutta e verdura con pesticidi.

Gli studiosi di Harvard, dopo aver indagato gli effetti dei pesticidi sugli spermatozoi, hanno approfondito (6) il legame tra consumo di alimenti ricchi di residui di pesticidi e ridotta fertilità femminile. Hanno così concluso che le donne che mangiano ogni giorno 2 o più porzioni di frutta e verdura ad alto contenuto di pesticidi presentano una probabilità minore del 18% di rimanere incinte e una probabilità più bassa del 26% di portare a termine la gravidanza.

Come eliminare i pesticidi da frutta e verdura

Come fare per conoscere i cibi più contaminati? L’Environmental Working Group (EWG) ogni anno analizza la quantità di pesticidi presenti in frutta e verdura prendendo in considerazione i prodotti ven-duti negli Stati Uniti, sia coltivati a livello nazionale che importati dall’estero. Viene così stilata la “Dir-ty dozen”, la cosiddetta “sporca dozzina” degli alimenti più contaminati da antiparassitari. Fra-gole, mele e spinaci sono tra i cibi ai primi posti per alcuni anni consecutivi.

D’altra parte frutta e verdura sono gli alimenti che non dovrebbero mai mancare dalle nostre tavole. Come fare dunque per rimuovere i pesticidi da frutta a verdura non provenienti da agricoltura biologica?

Tra i più conosciuti ed utilizzati rimedi per lavare bene frutta e verdura vi è il bicarbonato: è consi-gliato riempire una ciotola con un litro d’acqua, aggiungere 1 cucchiaino di bicarbonato e lasciare in immersione la frutta e verdura per circa 15 minuti. Dopo è importante risciacquare molto bene gli alimenti e, se il caso, asciugarli.

Secondo uno studio (7) un altro rimedio alternativo al bicarbonato è l’aceto bianco, anche questo considerato un disinfettante naturale.

Cosa succede se veniamo a contatto con più pesticidi?

Gli studiosi hanno determinato per ciascun pesticida la quantità cui una persona può essere senza correre, allo stato attuale delle conoscenze, troppi rischi. Tuttavia, se insieme a quel residuo l’individuo ne assume un secondo, non è sufficiente che entrambe le sostanze siano sotto i limiti stabiliti. Questa combinazione di più sostanze può aumentare sensibilmente i rischi di cancerogenicità. È il cosiddetto “effetto cocktail” di cui non si può non tenere conto dal momento che Siamo esposti a migliaia di sostanze chimiche nello stesso tempo, molte volte a basse dosi, ma che possono in alcuni casi interagire e potenziare gli effetti reciproci.

Fonti

1. WWF Italia, L’Italia è il maggior consumatore di pesticidi in Europa

2. ISSalute, Pesticidi

3. Lancet Oncol. 2015 May;16(5):490-1. doi: 10.1016/S1470-2045(15)70134-8. Epub 2015 Mar 20. Carcinogenicity of tetrachlorvinphos, parathion, malathion, diazinon, and glyphosate. Guyton KZ1, Loomis D1, Grosse Y1, El Ghissassi F1, Benbrahim-Tallaa L1, Guha N1, Scoccianti C1, Mattock H1, Straif K1; International Agency for Research on Cancer Monograph Working Group, IARC, Lyon, France.

4. Kubsad, D., Nilsson, E. E., King, S. E., Sadler-Riggleman, I., Beck, D., & Skinner, M. K. (2019). Assessment of Glyphosate Induced Epigenetic Transgenerational Inheritance of Pathologies and Sperm Epimutations: Generational Toxicology. Scientific reports, 9(1), 6372.

5. “Fruit and vegetable intake and their pesticide residues in relation to semen quality among men from a fertility clinic,” Y.H. Chiu, M.C. Afeiche, A.J. Gaskins, P.L. Williams, J.C. Petrozza, C. Tanrikut, R. Hauser, and J.E. Chavarro, Human Reproduction, March 30, 2015, doi:10.1093/humrep/dev064

6. Association Between Pesticide Residue Intake From Consumption of Fruits and Vegetables and Pregnancy Outcomes Among Women Undergoing Infertility Treatment With Assisted Reproductive Technology. JAMA Intern Med. 2018;178(1):17-26. doi:10.1001/jamainternmed.2017.5038

7. Zhang, Z. Y., Liu, X. J., & Hong, X. Y. (2007). Effects of home preparation on pesticide residues in cabbage. Food Control, 18(12), 1484-1487.

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