Parti: un quarto degli ospedali italiani sotto la soglia di sicurezza

In Italia ci sono 133 strutture che effettuano meno di 500 parti l’anno (su 521 ospedali presi in considerazione), e che non rispettano quindi il parametro minimo fissato dai nuovi standard ospedalieri ministeriali. Le Regioni con più ospedali sotto la soglia di ‘sicurezza’ sono Campania, Sicilia e Lazio. È quanto emerge dal Programma nazionale esiti 2014, sviluppato dall’Agenzia per i servizi sanitari regionali (Agenas) per conto del ministero della Salute, presentato oggi a Roma.

Il regolamento del ministero della Salute sugli standard quantitativi e qualitativi dell’assistenza ospedaliera rimanda all’accordo Stato Regioni che, già nel 2010, prevedeva la chiusura delle maternità con meno di 500 parti.

Delle 133 strutture che effettuano meno di 500 parti l’anno, in testa ci sono Campania (20);Sicilia (18); Lazio (12). Seguono Sardegna (10); Puglia (9); Veneto (8); Toscana (8); Emilia Romagna (8); Lombardia (8); Piemonte (6); Umbria (6); Bolzano (4); Trento (4); Abruzzo (4); Friuli (3); Basilicata (2); Calabria (1); Marche (1); Molise (1).

Dai dati emerge anche che inizia a diminuire, a piccoli passi, il numero dei parti cesarei. Anche se gli obiettivi fissati sono ancora lontani, specie in alcuni regioni.

Fin dal 1985 infatti l’Organizzazione mondiale della sanità afferma che una proporzione di cesarei superiori al 15% non è giustificata. Il parto cesareo rispetto a quello naturale comporta maggiori rischi per la donna e il bambino e dovrebbe essere effettuato solo in presenza di indicazioni specifiche. Il regolamento del ministero della Salute sugli standard quantitativi e qualitativi dell’assistenza ospedaliera fissa al 25% la quota massima di cesarei primari per le maternità con più di 1.000 parti e 15% per le maternità con meno di 1.000 parti.

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