Ospedali in bancarotta (e sempre meno risorse al SSN)

Nelle aziende ospedaliere italiane c’è un buco da un miliardo e mezzo, ripartito tra 42 nosocomi dei 100 sparsi lungo lo stivale. Altri nove hanno conti in ordine, ma non garantiscono i livelli essenziali di assistenza. È quanto svela un documento top secret del ministero della Salute.

Il record delle perdite ce l’ha la Campania, con oltre 350 milioni, 102 dei quali del solo Cardarelli di Napoli. Segue poi il Lazio, dove il buco è di 257 milioni, 77 dei quali attribuibili all’ospedalone romano San Camillo-Forlanini. Al terzo posto della classifica si piazza la Sicilia, con 231 milioni.

Tre sole regioni, in pratica, generano ben oltre la metà del deficit ospedaliero nazionale. Segue poi la Lombardia con otto ospedali che sommano un rosso da 216 milioni. Al quinto posto si colloca il Piemonte con 163 milioni, tutti attribuiti alla Città della Salute di Torino.

Intanto la nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza (DEF) 2017 conferma l’assegnazione di sempre meno risorse al Servizio Sanitario Nazionale.

“La nota di aggiornamento del DEF – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – conferma in maniera inequivocabile che alla documentata ripresa dell’economia non conseguirà un incremento proporzionale del finanziamento pubblico del SSN. In altri termini, se inizialmente il progressivo definanziamento della sanità pubblica era una inevitabile conseguenza della crisi economica, oggi rappresenta una costante irreversibile“.

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