Aifa: ordinato oscuramento di 50 farmacie illegali online

L’Agenzia Italiana del Farmaco sta operando l’oscuramento di altre 50 farmacie online illegali. Negli ultimi mesi è stato intensificato anche l’impegno a fianco di Nas, Dogane e USMAF per i controlli ed i sequestri di farmaci falsi venduti sempre più spesso anche in Italia sotto la falsa veste di ‘prodotti naturali’.

Il fenomeno dei farmaci online – evidenzia una nota dell’Agenzia Italiana del Farmaco – è  da diversi anni una priorita’ dell’AIFA che ha dedicato importanti risorse allo studio del problema e ha dato vita, assieme ad altre Istituzioni, alla task force Impact Italia.

L’impegno dell’AIFA e delle altre Amministrazioni coinvolte ha permesso di raggiungere anche altri risultati, concreti e rilevanti, come il blocco dei pacchi illegali in transito doganale, le ricerche sui metodi delle organizzazioni criminali e sulle ragioni che spingono i cittadini verso una tipologia di offerta tanto rischiosa per la salute, il sequestro dei siti non autorizzati.

“I siti illegali sono collegati a una catena internazionale che si caratterizza per un’offerta molto ampia, che cambia sulla base delle caratteristiche del mercato ‘bersaglio’. Nel caso dell’Italia questa offerta si concentrava, secondo uno schema ormai noto, sui prodotti per le disfunzioni erettili e per la perdita di peso, mentre le pagine dedicate ad altri mercati includevano ad esempio antidepressivi e antibiotici, che risultano convenienti per i pazienti di quei paesi in cui determinate tipologie di prodotti sono scarsamente accessibili”. È quanto ha spiegato in un’intervista al Corriere.it Luca Pani, direttore generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco.

Il direttore generale dell’Aifa ha spiegato che quello delle farmacie illegali online costituisce un mercato che in tempi recenti ha registrato un trend in crescita, che trova conferma nel crescente numero di sequestri effettuati.

Luca Pani ha sottolineato che le motivazioni che spingono i cittadini a ricorrere a tali canali sono diverse. Tra queste vi è il risparmio, “che nella realtà è spesso fittizio”, e la riservatezza, in particolare quando si deve fare ricorso a rimedi per disfunzioni ‘imbarazzanti’ come quelle erettili.

Elevati sono però i rischi per la salute per chi sceglie di acquistare tramite questi canali. Come ha spiegato Pani, infatti, nella maggior parte dei casi è impossibile identificare da la provenienza deii medicinali acquistati in rete, chi li produce, in che modo e con quali ingredienti. Di conseguenza non è possibile certificare la qualità di tali prodotti, la sicurezza e la capacità curativa.

Dal momento che i contraffattori non hanno ragione di garantire queste caratteristiche – spiega Pani –  non è infrequente il riscontro di prodotti del tutto inattivi o addirittura pericolosi, perché contaminati con sostanze tossiche, come le vernici stradali utilizzate al posto dei coloranti autorizzati o le polveri inerti, come il talco, che sostituiscono eccipienti più costosi”.

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