OMS: la dipendenza da videogiochi è una malattia mentale

La dipendenza da videogiochi è una malattia mentale ufficialmente riconosciuta. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) la ha infatti inserita nel capitolo sulle patologie mentali dell’elenco ufficiale delle malattie appena aggiornato.

L’inserimento nell’elenco, spiegano gli esperti dell’OMS, dovrebbe aiutare i medici a formulare più facilmente una diagnosi. “Abbiamo deciso di inserire questa nuova patologia sulla base degli ultimi sviluppi delle conoscenze sul tema”, afferma Vladimir Poznyak, del dipartimento per la salute mentale dell’Oms durante una conferenza stampa.

La dipendenza da gioco digitale consiste in “una serie di comportamenti persistenti o ricorrenti che prendono il sopravvento sugli altri interessi della vita”. Tra le altre caratteristiche della patologia, ha spiegato Poznyak, c’è “il fatto che anche quando si manifestano le conseguenze negative dei comportamenti non si riesce a controllarli” e “il fatto che portano a problemi nella vita personale, familiare e sociale, con impatti anche fisici, dai disturbi del sonno ai problemi alimentari”.

La dipendenza da videogiochi può causare cefalee, ansia, depressione, ma anche attacchi epilettici e deperimento organico. Ad esserne più affetti sono gli adolescenti, prevalentemente maschi e passano gran parte della loro giornata a giocare ai videogame. La fascia d’età comprende i maschi a partire dai 12 anni, fino ai 15-16. Sono colpiti soprattutto quei ragazzi che non riescono ad affrontare la fase della pubertà, in genere non praticano sport e sono molto spaventati dal confronto con i coetanei.

A mettere in evidenza i rischi per la salute ai quali va incontro chi è dipendente dai videogiochi è stato anche uno studio pubblicato qualche tempo fa rivista Plos One. La ricerca condotta dagli scienziati dell’università della California di Fullerton rilevava i principali disturbi indotti da una forte dipendenza da videogiochi: obesità, privazione del sonno, disturbi cardiaci.

Il team ha osservato un gruppo di bambini e ragazzi dai 10 ai 17 anni esaminando se le abitudini di uso dei videogames hanno avuto un impatto sulle abitudini di sonno, l’obesità e la salute cardio-metabolico. I dati hanno mostrato che i sintomi della videogioco-dipendenza hanno portato in breve alla perdita di sonno che, a sua volta, è legata ad un aumento della pressione sanguigna, del colesterolo, delle lipoproteine a bassa ad alta densità, dei trigliceridi e, infine, anche ad una elevata resistenza all’insulina.

“Siamo rimasti stupiti che tra i giocatori, la dipendenza da videogiochi spiega un terzo dei casi di insonnia”, ha spiegato Katherine Morrison, principale autrice dello studio. “Il sonno sta emergendo come un comportamento critico per la salute cardio-metabolico, e questi dati mostrano che le dipendenze da gioco possono causare numerosi problemi di salute in almeno un segmento della popolazione”.

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