Omaggi ai medici e prescrizioni di farmaci: studio rileva il legame

Pasti, feste, regali. Gli ‘omaggi’ delle case farmaceutiche incentivano i medici a prescrivere i farmaci commercializzati da quelle aziende, a svantaggio dei generici.

A confermarlo è un’indagine condotta dai ricercatori dell’Università della California, San Francisco, pubblicata sulla rivista “Jama” che evidenzia la relazione tra pranzi offerti ai medici dalle case farmaceutiche e la prescrizione di costose specialità di marca.

Gli studiosi hanno osservato il comportamento di 280 mila cardiologi di fronte a quattro farmaci – rosuvastatina, nebivololo, olmesartan e desvenlafaxina, ossia una statina, un betabloccante, un Ace inibitore e un antidepressivo – presenti sul mercato sia come generici sia come specialità di marca. È così emersa una relazione tra i benefici ricevuti dai medici e la scelta del farmaco di marca.

Dall’indagine è emerso che 60 mila hanno ricevuto “qualcosa” dall’azienda produttrice, nel 95 per cento dei casi un pasto del valore medio di 20 dollari. I medici che più spesso si sono seduti a tavola con i rappresentanti dell’industria hanno prescritto il doppio della rosuvastatina rispetto ai colleghi, e oltre quattro volte tanto nebivololo e olmesartan.

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