Oli Essenziali: come utilizzare le essenze

Le seguenti raccomandazioni per l’uso non devono in alcun modo privarvi nemmeno in parte della gioia di servirvi degli oli essenziali, bensì rendervi consapevoli dell’intensità che può essere presente nelle forze della natura.

Meglio usare quantità minime
– Gli oli essenziali sono molto concentrati; è come se costituissero dei pacchetti di energia compressa. Bastano soltanto pochissime gocce per ottenere un effetto tangibile.
– Si prega di avere un’attenzione particolare per i neonati, i bambini piccoli e le donne in gravidanza,
ma anche per le persone epilettiche e che soffrono di pressione alta. Indicazioni particolari a questo riguardo sono date all’interno della descrizione di ogni essenza alla voce “Attenzione”.

Ipersensibilità e contatto diretto con la pelle
– Gli oli essenziali possono irritare le mucose. Perciò dovrebbe sempre essere evitato il contatto con gli occhi. Non devono essere nemmeno alla portata dei bambini.
– Gli oli essenziali utilizzati sulla pelle dovrebbero sempre essere diluiti, quindi mescolati a un prodotto per la cura del corpo (shampoo, olio da bagno, lozione per il corpo) oppure a un olio vegetale puro, grasso: gli oli più adatti a costituire una base per veicolare le essenze sono, ad esempio, l’olio di noccioli di albicocca, l’olio di avocado, l’olio di mandorle, l’olio di oliva o l’olio di germe di grano. Merita una considerazione particolare l’olio di jojoba, che in realtà è una cera, quindi non irrancidisce.
Un poco di olio di jojoba in ogni soluzione prolunga la validità del prodotto!
– In caso di pelle ipersensibile o tendente a reazioni allergiche, si può testare il prodotto sul braccio, in particolare sulla piega interna del gomito. Se la pelle si arrossa a contatto con l’essenza non usatela.
– Determinati oli essenziali aumentano la fotosensibilità della pelle. Meglio non esporsi al sole almeno per le due ore successive all’applicazione.

Assunzione
– Per l’assunzione di oli essenziali a scopi curativi è assolutamente necessaria l’autorizzazione di un terapeuta esperto!
– Fondamentalmente vale la regola per cui determinati oli essenziali, ad esempio le essenze di agrumi, non dovrebbero mai essere assunti puri!
– Merita un discorso a parte l’utilizzo degli aromi in cucina: in questo caso sono molto diluiti ed è importante utilizzare quelli di altissima qualità (100% naturali, Demeter o con altre certificazioni). Ci sono anche degli oli sul mercato che hanno l’autorizzazione a essere usati come alimentari e sono connotati in quanto tali.
– Bambini e donne in gravidanza fondamentalmente non dovrebbero assumere alcun olio essenziale, nemmeno in cucina!
– In caso di sovradosaggio possono comparire dei sintomi di avvelenamento. In questo caso chiamate
il centro antiveleni del pronto soccorso.

Validità
– Gli oli essenziali ricavati per distillazione in corrente di vapore hanno generalmente una validità più prolungata. In genere vale la regola secondo la quale i profumi di agrumi sono più volatili e hanno una validità di circa un anno. Reagiscono con l’ossigeno in un flaconcino appena incrinato. Gli aromi di fiori o legni hanno una validità più lunga, alcuni migliorano perfino con il tempo. Essenze come quelle di rosa, di patchouli, di vetiver e di sandalo invecchiando hanno un profumo più intenso e morbido.
– Nella cosmesi naturale gli oli essenziali sono utilizzati come conservanti naturali per la loro validità prolungata.

Conservazione
Gli oli essenziali sono facilmente infiammabili, si devono tenere lontani dal fuoco e non devono essere esposti alla luce solare diretta. Devono anche essere protetti da qualsiasi ulteriore fonte di calore. Si conservano al meglio in luoghi freschi, al buio e in un recipiente ermetico, da richiudere bene immediatamente dopo l’uso.

Tratto dal libro “Oli Essenziali. Cosa sono, come agiscono, come si usano”

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