Nimesulide: l’Ue lo vieta per i trattamenti cronici, l’Italia vuole renderlo rimborsabile

Mentre l’Unione europea fa un passo indietro sul consumo del Nimesulide per i trattamenti cronici, l’Italia entra decide di renderlo rimborsabile.
Nel nostro Paese, nei prossimi mesi, il Nimesulide potrebbe infatti essere rimborsato dallo Stato per il trattamento del dolore acuto.  La rimborsabilità del farmaco sarà possibile solo dopo il rinnnovo della Commissione scientifica dell’Aifa (Agenzia del farmaco).

Il Nimesulide è a carico della Stato proprio per il trattamento dei sintomi di infiammazione croniche di tipo osteoarticolare, le stesse per le quali la Commissione europea ha stabilito di eliminare con urgenza l’uso di questo medicinale.

Il Nimesulide è il principio attivo di diversi farmaci, tra cui l’Aulin. 16 Paesi europei tra cui Spagna, Finlandia ed Irlanda lo hanno ritirato dal commercio osservando come il  consumo indiscriminato di Nimesulide fosse associato a gravissimi problemi di salute.

In mercati ghiotti come Giappone e Stati Uniti per il principio attivo non è stato nemmeno mai richiesta la registrazione.
Recenti studi hanno dimostrato quanto il Nimesulide sia dannoso – soprattutto se usato spesso – per il fegato: basterebbero più di due settimane di terapia a base di nimesulide per avere già dei danni gravi alla salute. Ecco perché già qualche mese fa si era parlato di diminuire le dosi della classica scatola da 30 bustine.

Eppure, come rilevato in un articolo che abbiamo pubblicato in precedenza, “in Italia di tutti questi dubbi non c’è traccia. Tanto che il nostro Paese consuma il 60% della produzione mondiale di nimesulide”.

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