Neve chimica in Val Padana

Il 17 gennaio scorso, dalle prime ore del mattino, su alcune zone delle province di Milano, Brescia e Varese sono state segnalate leggere nevicate. Queste ultime però sarebbero il frutto di un fenomeno atmosferico piuttosto raro, denominato ‘neve chimica’: si tratta di un processo chimico-fisico che si verifica quando si creano contemporaneamente due condizioni: il grande freddo, come quello di questi giorni al nord, e i livelli di inquinamento.

La neve chimica si crea dunque in condizioni di bassa temperatura e alta umidità in concomitanza con la massiccia presenza di emissioni inquinanti in atmosfera.

“La neve chimica – ha spiegato il meteorologo Antonino Sanò, del portale IlMeteo.it – è un fenomeno raro, tipico delle aree industriali padane. Infatti per neve chimica si intende una precipitazione di fatto nevosa che si origina esclusivamente dalla nebbia in condizioni di temperature negative, ed è permessa grazie alla presenza di nuclei di condensazione, ovvero sali e polveri e altre sostanze prodotte dalle attività antropiche, industriali ed urbane tipiche delle città del nord. Negli ultimi giorni il fenomeno ha colpito parte del Piemonte e della Lombardia, e in particolare il Novarese e il Milanese. La neve chimica può produrre anche qualche centimetro di manto ghiacciato”.

La neve chimica di per sé non è pericolosa per la salute, ma dovrebbe preoccupare in quanto indice dello stato di inquinamento atmosferico in cui viviamo.

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