Malasanità a Roma: neonato muore per endovena sbagliata

Una decina di giorni fa un bimbo di appena pochi giorni è morto all’ospedale San Giovanni di Roma per un errore medico: al neonato è stato iniettato latte in via endovenosa al posto della soluzione prevista per la terapia alla quale il piccolo era sottoposto.

La madre era alla 30esima settimana di gestazione quando ha iniziato ad avere le contrazioni e ha dunque deciso di recarsi al Grassi di Ostia, dove ha partorito. Considerate le condizioni critiche del piccolo, prematuro di dieci settimane, i medici ne hanno deciso il trasferimento al San Giovanni Addolorata e il ricovero nel reparto di Neonatologia. Appena ricoverato il bambino ha cominciato a stare male ed dopo poco è morto.

Per giorni sulla vicenda è calato un silenzio totale finché qualcuno dalla direzione dell’ospedale si è accorto che nella cartella clinica di quel bambino qualcosa non quadrava e ha quindi deciso di presentare una denuncia alle autorità competenti. La Procura ha aperto immediatamente un’inchiesta e ha iscritto sul registro degli indagati i nomi di una dozzina di medici. Si tratterebbe di medici e infermieri dell’ospedale. Gli inquirenti attendono alcuni esiti dell’autopsia per poter accertare le reali responsabilità di quanto accaduto. Sarebbe stata anche bloccata la cremazione del neonato, richiesta dai genitori, per consentire gli accertamenti.

“Un episodio sconcertante”, ha commentato il Codacons secondo cui “il problema non riguarda solo i medici e gli infermieri che hanno compiuto un simile gesto, ma è generale e riguarda le condizioni di lavoro di medici e personale ospedaliero”. “Con i tagli alla sanità annunciati dal Governo, infatti, il rischio è quello di un sovraccarico di lavoro per i dipendenti degli ospedali pubblici, con conseguente incremento dei casi di malasanità, anche tragici come quello del San Giovanni”.

Un problema cui fa riferimento anche Cittadinanzattiva-Tribunale dei diritti per il malato: “il personale ormai è sottoposto ad uno stress che preoccupa molto a causa del blocco del turn over e dei tagli lineari adottati dalle varie manovre finanziarie”.

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