Nasci malato di cancro o lo diventi?

Inquinamento, assunzione e contatto con sostanze nocive. Ad influenzare la progressione dei tumori sono più fattori ambientali o esterni piuttosto che fattori intrinseci come errori casuali durante la replicazione del DNA. È quanto conferma un nuovo studio apparso sulla rivista “Nature” e firmato da Song Wu della Stony Brooks University.

Confrontando i dati epidemiologici sui tumori, con quelli relativi ai tassi di mutazione dovuti a rischi intrinseci, i ricercatori hanno concluso che il rischio di cancro è influenzato per il 70-90 per cento da fattori esterni.

I tumori hanno origine da cellule progenitrici normali o cellule staminali che diventano maligne attraverso l’accumulo di mutazioni durante la divisione cellulare. Tali mutazioni possono essere il risultato di fattori intrinseci (come errori casuali durante la replicazione del DNA nel corso della divisione cellulare) o di fattori esterni, come radiazioni ultraviolette o sostanze cancerogene.

Una ricerca, pubblicata nel primo numero del gennaio scorso su “Science” e firmata da Cristian Tomasetti e Bert Vogelstein della Johns Hopkins University a Baltimora, nel Maryland, aveva mostrato una forte correlazione tra il rischio di sviluppare un tumore in specifici tessuti e il numero totale di divisioni di cellule staminali che avvengono nell’arco dell’intera vita in questi stessi tessuti.

Lo studio apparso ora su “Nature” smentirebbe tali risultati mostrando che la correlazione tra divisione delle cellule staminali e rischio di cancro non tiene conto della differenza tra fattori intrinseci ed esterni.

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