La vigoressia, o complesso di Adone

Trascorrere ore e ore in palestra, scrutarsi continuamente allo specchio per valutare lo sviluppo dei propri muscoli, pesarsi in continuazione, seguire diete iperproteiche, assumere integratori e farmaci anabolizzanti. Il culto per il proprio corpo e la dedizione all’attività fisica (pilastro fondamentale per mantenere un buono stato di salute) può degenerare talvolta in ossessione.

È quella che è stata definita vigoressia, o complesso di Adone, dalla celebre figura mitologica simbolo della giovanile bellezza maschile. Le persone più a rischio di vigoressia risultano essere i maschi tra i 25 e i 35 anni, seguiti da quelli tra i 18 e i 24. A dispetto del suo aspetto eccessivamente muscoloso, il vigoressico si sente insoddisfatto dei propri muscoli che continua a vedere gracili.

Fissati, anzi, fissatissimi. Gli individui che soffrono di vigoressia (in particolare uomini, ma è in aumento anche nelle donne) sono infatti perennemente alla ricerca di un fisico assolutamente perfetto, tonico, muscoloso, atletico e  sono eccessivamente critici nei confronti di ogni minima imperfezione.

I vigoressici frequentano assiduamente palestre, saune, centri fitness e negozi specializzati in prodotti alimentari ipocalorici, leggono riviste specializzate del settore e assumono proteine in polvere al posto della carne. Addirittura arrivano a trascurare amici, lavoro e ogni altro interesse per stare dietro ai loro muscoli. Eppure, nonostante tutto, non si sentono mai soddisfatti.

La vigoressia è stata identificata nel 1993 da Pope HG Jr, Katz DL, Hudson JI in un articolo dal titolo Anorexia nervosa and “reverse anorexia” among 108 male bodybuilders. Il termine “reverse anorexia” fu proposto alla luce del fatto che, con modalità uguali e contrarie all’anoressia, chi soffre di questo disturbo continua a vedersi gracile e smilzo malgrado abbia una muscolatura fuori dal comune.

In Italia a lanciare l”allarme vigoressia’ è stato il professor Emilio Franzoni, direttore del reparto di Neuropsichiatria infantile e del centro per disturbi del comportamento alimentare dell’Università di Bologna in occasione del Rimini Wellness, tenutosi nel maggio scorso.

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