Cinque morti al minuto per errori terapeutici

Ogni minuto cinque persone muoiono a causa di cure non sicure. Nel mondo sono 2,6 milioni a morire ogni anno per l’intervento non corretto di medici e personale sanitario e oltre 134 milioni quelle che vengono seriamente danneggiate. A lanciare l’allarme è l’Organizzazione Mondiale della Sanità secondo cui la maggior parte di queste morti si potrebbero evitare se le diagnosi e le prescrizioni delle terapie fossero effettuate correttamente.

La percentuale più alta di danni e decessi legati alla cure sanitarie si registra nei Paesi in via di sviluppo. Secondo le stime, nei paesi ad alto reddito 1 paziente su 10 subisce danni durante le cure ospedaliere, nei paesi a basso e medio reddito 1 ricovero su 4 ogni anno provoca danni ai pazienti.

Eppure è possibile evitare fino all’80% dei danni dovuti a queste situazioni.

Gli eventi avversi da farmaci e le errate diagnosi costituiscono le più comuni cause di danno ai pazienti. Come riferisce l’Oms, nel 40% dei casi riportati, i danni sono legati alla diagnosi o alla terapia nell’ambito delle cure primarie e ambulatoriali. Gli errori nelle prescrizioni costano circa 42 miliardi di dollari all’anno, mentre le procedure chirurgiche non sicure provocano circa un milione di decessi.

“Abbiamo bisogno di una cultura della sicurezza che promuova la collaborazione con i pazienti, incoraggi la segnalazione e l’apprendimento dagli errori e crei un ambiente privo di colpevolizzazioni, in cui gli operatori sanitari siano formati per ridurre i rischi”, ha spiegato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms.

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