Morta per fumo passivo: Regione condannata al risarcimento

Il tribunale di Palermo ha condannato la Regione Sicilia a risarcire i familiari di una funzionaria regionale morta nel 2004 di tumore ai polmoni. A determinare l’insorgere della malattia è stato il fumo passivo, accertato per cinque anni della carriera della donna.

Prima di morire la funzionaria ha lasciato una relazione per presentare una causa alla Regione, raccontando la sua battaglia in ufficio contro i colleghi fumatori.

Dal 1979 al 2000 la funzionaria, impiegata alla Sovrintendenza ai Beni culturali, è stata infatti relegata in due uffici che non disponevano nemmeno di un sistema di aerazione. Nella sua decisione il giudice monocratico Riccardo Trombetta ha ricordato che il codice civile “impone al datore di lavoro di adottare tutte le misure idonee a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale del lavoratore”.

I familiari della donna sono riusciti a far riconoscere l’esposizione della donna al fumo passivo per soli 5 anni. Secondo il consulente nominato dal tribunale del capoluogo siciliano, il fumo passivo avuto un’incidenza nello sviluppo della malattia terminale per il 15-20%. Adesso la Regione, che non ha presentato appello, dovrà risarcire il marito di Lucia e i suoi 6 figli per un milione e mezzo di euro.

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