Verso un mondo senz’acqua. Come invertire la rotta?

Entro il 2030 il nostro pianeta si troverà a fronteggiare un deficit del 40% della fornitura di acqua. Entro il 2050 i due terzi della popolazione mondiale vivrà in città e la domanda di acqua aumenterà del 55 per cento, soprattutto per esigenze legate alla crescente urbanizzazione nei paesi in via di sviluppo. Sono questi alcuni dei dati contenuti nel report 2015 delle Nazioni Unite “World Water Development” presentato ieri in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua.

Attualmente su 7 miliardi di esseri umani, 748 milioni non hanno accesso all’acqua potabile e 2,5 miliardi vive con la costante scarsità di risorse idriche.

Secondo le stime dell’Onu entro il 2035 i consumi mondiali saliranno dell’85%.  L’agricoltura oggi assorbe il 70% delle risorse idriche mondiali, ma che entro il 2050 dovrà produrre il 60% in più di alimenti). Per quanto riguarda l’energia, entro il 2035 ci si aspetta una crescita del 70% della domanda di elettricità con un incremento del 20% dei prelievi di acque dolci. L’industria, poi, oggi assorbe il 20% del consumo, ma tra il 2000 e il 2050 vedrà aumentare il proprio fabbisogno del 400%. Di questo passo, nel 2050 due miliardi di persone saranno senza acqua potabile.

Secondo le Nazioni Unite è necessario un cambio di rotta al fine di gestire l’acqua in modo più sostenibile. Il rapporto consiglia le alternative possibili: in campo energetico suggerisce di dare più spazio alle fonti rinnovabili, in agricoltura di utilizzare le tecniche che fanno scarso uso della chimica in modo da proteggere la qualità delle falde idriche, il cui inquinamento è “concausa della situazione attuale”.

“Le risorse idriche – afferma Irina Bokova, Direttore Generale Unesco costituiscono un elemento chiave delle politiche per la lotta contro la povertà, ma a volte sono esse stesse minacciate dallo sviluppo. L’acqua influenza direttamente il nostro futuro, ed è per questo che dobbiamo modificare il modo in cui valutiamo, gestiamo e utilizziamo questa risorsa a fronte di una domanda costantemente crescente e del sovrasfruttamento delle acque sotterranee. È questo l’appello contenuto nell’ultima edizione del Rapporto mondiale delle Nazioni Unite sullo sviluppo delle risorse idriche”.

Secondo gli autori del rapporto, la crescente pressione a carico delle risorse idriche potrebbe  portare ad una maggiore concorrenza tra settori, tra regioni e nazioni, oltreché a nuove guerre.

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