Minori e Internet: il web è sicuro?

Sette minori su 10 navigano in rete tutti i giorni. I minori trascorrono in media davanti al pc 52 minuti al giorni, ma il tempo aumenta con l’aumentare dell’età. Giocare è l’attività  preferita dai baby internauti, seguita dalla possibilità di trovare informazioni utili per lo studio (40%). Per i più grandi però la rete è soprattutto uno strumento di incontro tramite i social network, molto apprezzati dall’82,9% dei 15-16enni e dal 74,3% degli 11-14enni.

Il problema è però che soltanto 8 genitori su 100 sfruttano le funzioni di ‘parental control’ messe a disposizione dai software di sicurezza. Inoltre l’utilizzo della rete Internet non è accompagnato da una adeguata consapevolezza dei pericoli per la privacy e da una conoscenza sufficiente delle misure di protezione.

Questi alcuni dei dati emersi nel corso della conferenza stampa di presentazione del progetto “Per un web sicuro” promosso da Polizia postale e delle comunicazioni e Moige.

Forte è la preoccupazione per la pedofilia (44%), gli incontri pericolosi (39%), la pornografia (35%) e la perdita di contatto con la realtà (35%) .

“Gli abusi – ha sottolineato il direttore del Servizio di polizia postale e delle comunicazioni, Antonio Apruzzese – rappresentano tra i rischi maggiori del web e le vittime appartengono a fasce sempre più basse d’età: tra i 10 ed i 12 anni. I profili sui social network vengono seguiti dagli adescatori che studiano i gusti e i punti deboli degli utenti di Facebook, e si presentano con un approccio personalizzato al loro obiettivo”. Si tratta di un fenomeno, quello del ‘grooming’, che sta prendendo sempre più piede. 

“I giovani oggi hanno molta dimestichezza con la rete – ha dichiarato Maria Rita Munizzi, Presidente nazionale Moige – tuttavia ciò non significa che conoscano bene anche i rischi che possono derivare da un uso non corretto di internet. Per questo è necessario il ruolo di controllo dei genitori: l’ideale resta sempre l’esperienza condivisa, capace di rinsaldare un rapporto genitori-figli basato essenzialmente sulla fiducia reciproca”.

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