Manicomi: verso la riapertura?

Riapriranno i manicomi? Fa discutere la riforma della legge Basaglia, approvata il 17 maggio alla Commissione Affari Sociali della Camera, che a detta di Pd, Radicali e Idv, introdurrebbe la struttura di un nuovo genere di ‘manicomi’.

“Con il voto di oggi in commissione Affari sociali sull’adozione di un testo base per l’assistenza psichiatrica, la risorta maggioranza Pdl-Lega ha segnato un passo indietro di quarant’anni. Di fatto il testo votato prevede che il malato di mente venga recluso nei manicomi per lunghi periodi, anche anni, e non prende minimamente in considerazione la cura della malattia psichica. La reclusione dei malati nasconde la patologia e non la cura”. È quanto ha affermato Margherita Miotto capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera.

“Rinverdire alleanze elettorali sulla pelle chi è afflitto da malattia mentale è davvero sconcertante. Il Pdl e la Lega Nord con il voto di oggi in Commissione Affari Sociali alla Camera permette di fatto la riapertura dei manicomi, aboliti dalla legge Basaglia nel 1978. Una operazione schizofrenica: al Senato e alla Camera, infatti, nel febbraio scorso il Pdl aveva sostenuto la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari, dei veri e propri manicomi criminali, definiti dallo stesso presidente della Repubblica Giorgio Napolitano luoghi di ‘estremo orrore’, ‘indegni di un paese appena appena civile’.

Ora, invece di impegnarsi a valorizzare e sostenere i centri di salute mentale, tentano di infliggere a tanti malati una ingiustizia inaudita, riaprire i manicomi civili”. È quanto scrive in una nota Ignazio Marino, senatore del Partito Democratico e presidente della Commissione d’inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale.

Il testo di riforma della legge Basaglia approvato oggi in commissione Affari sociali della Camera “é come ovvio ampiamente modificabile con eventuali emendamenti che saranno proposti dai parlamentari di tutti i gruppi”. Lo afferma, d’altra parte il relatore, Carlo Ciccioli (Pdl) il quale sottolinea che non si mira alla restaurazione dei manicomi (come sostiene il Pd), ma si va nella “direzione del sostegno alle famiglie dei pazienti, oggi abbandonate a se stesse, e di una buona e corretta assistenza alle persone che non hanno consapevolezza di malattia e per questo molto spesso evitano di curarsi o di seguire i trattamenti terapeutici prescritti”.

Ciccioli spiega che non saranno riaperti i manicomi e che il testo “é indirizzato ad un modello organizzativo di presa in carico efficace del paziente” e “dell’obbligatorietà da parte dei sanitari di recarsi dai pazienti e di strutture alternative all’ospedale per la riabilitazione di breve-medio periodo (fino ad un massimo di 12 mesi) nelle quali il paziente é tenuto a seguire un percorso terapeutico”.

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