Malattie mentali: quale rischio con la cannabis?

Fumare cannabis potente, come la ‘skunk’, aumenta del 24% il rischio di malattie mentali, schizofrenia e disturbo bipolare. È quanto emerge da uno studio del King’s College di Londra condotto mettendo a confronto 410 pazienti di un ospedale psichiatrico tra i 18 e i 65 anni che presentavano i primi sintomi di psicosi con 370 persone sane. Il rischio è cinque volte più alto per chi fa uso di cannabis ogni giorno.

Pubblicata su Lancet Psychiatry, la ricerca è stata realizzata dal 2005 al 2011 in quartiere del sud di Londra, dove il consumo di droga è molto diffuso. “Il nostro punto di partenza e’ stato che le persone che fumano cannabis sono un po’ strane comunque”, ha spiegato il professor Robin Murray, “ma alla fine abbiamo scoperto un rapporto di causa-effetto tra l’uso di cannabis pesante e la malattia mentale”. Chi invece faceva uso di hashish non è risultato esposto ad un incremento dei rischi.

“E’ come l’alcol, bere un bicchiere di vino ogni tanto va bene ma una bottiglia di whisky al giorno ti puo’ mettere nei guai”, dice Murray aggiungendo che quando lo studio e’ finito, nel 2011, circolavano tipi di cannabis più potente. Nella ‘skunk’, sottolineano i ricercatori, in generale il tetrahydrocannabidinolo (THC) si presenta in una quantità 25 volte maggiore dell’hashish. Lo studio, conclude Murray, dimostra che “si potrebbero prevenire almeno un quarto di casi di malattie mentali se nessuno fumasse cannabis potente”.

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