Malasanità: 570 denunce in 3 anni

Tra errori del personale e disfunzioni, complessivamente sono 570 i casi di malasanità arrivati all’esame della Commissione e disavanzi sanitari da aprile 2009 a dicembre 2012.  In 400 casi si è registrata la morte del paziente. Lo evidenzia la Relazione conclusiva della Commissione presentata ieri.

Nella relazione viene precisato che si tratta di episodi che spesso derivano non solo dagli operatori, ma da disservizi, carenze, strutture inadeguate, inefficiente servizio di eliambulanza, lunghe attese al pronto soccorso, difficoltà di trasferimenti del paziente da un ospedale ad un altro, casi di infezioni ospedaliere.

Negli ultimi anni sono aumentati in maniera significativa i procedimenti penali per casi di presunta malasanità caratterizzati, in generale, da un bassissimo numero di condanne.  I procedimenti per omicidio colposo a carico di personale sanitario sono 736. Rappresentano l’11,8% del numero complessivo di 6.586 procedimenti per omicidio colposo nelle (circa) 90 Procure della Repubblica valutate. Bassissimo il numero di condanne e cospicuo il numero di archiviazioni che corrisponde a circa il 40 % del totale dei procedimenti relativi alle lesioni colpose riferibili all’attività medico-chirurgica definiti mentre si riduce in misura sensibile l’incidenza delle archiviazioni per omicidio colposo che corrisponde ad una quota del 35 %.

Su 570 casi monitorati, 117 si sono verificati in Sicilia, 107 in Calabria, 63 nel Lazio, 37 in Campania, 36 in Emilia Romagna e Puglia, 34 in Toscana e Lombardia, 29 in Veneto, 24 in Piemonte, 22 in Liguria, 8 in Abruzzo, 7 in Umbria, 4 nelle Marche e Basilicata, 3 in Friuli, 2 in Molise e Sardegna, 1 in Trentino.

”Cio’ evidenzia – ha sottolineato la Commissione – come le Regioni che spendono di piu’ non necessariamente abbiano un’assistenza migliore, mentre la minore qualita’ dell’assistenza costa in termini di risarcimenti e assicurazioni” ed evidenzia il timore ”che le riduzioni di bilancio e la riorganizzazione dei servizi provochino in queste Regioni una diminuzione dell’offerta di cure, e un possibile ulteriore scadimento della qualita’ delle medesime, fenomeno che rischia di creare un circolo vizioso, e che deve essere assolutamente evitato, attraverso politiche di riduzione degli sprechi e di aumento dell’efficienza ancora piu’ incisive nelle regioni a rischio”.

”E’ opportuno sottolineare – ha commentato il Presidente della Commissione Antonio Palagiano – che, il numero di eventi avversi registrati, pari a 570, seppure significativo, e’ rapportato a milioni di trattamenti terapeutici e di interventi chirurgici intervenuti in questi anni, e testimonia un sistema che, nel complesso, riesce comunque a prendersi cura della salute delle persone, nonostante i rilevanti problemi che abbiamo messo in luce nella relazione finale”.

“Accade sempre – ha aggiunto Palagiano – che sotto processo finiscano solo medici o infermieri. Perché spesso si guarda solo a chi ha commesso l’errore, senza andare a verificare le condizioni in cui i professionisti si trovano costretti a lavorare. Proprio li’, spesso, risiede la causa dell’errore commesso. Ma, in questi casi, la colpa, a volte, e’ anche del personale sanitario che non denuncia situazioni a rischio in cui si trova a lavorare”.

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